Torino, condannato per pedofilia e assunto come prof alle medie

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Dicembre 2014 20:47 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2014 20:47
Torino, condannato per pedofilia e assunto come prof alle medie

Torino, condannato per pedofilia e assunto come prof alle medie

TORINO – Sedici anni fa molestò una bimba di appena 7 anni al campo estivo in cui prestava servizio come animatore. Oggi insegna matematica in una scuola media statale a Torino. La storia è stata raccontata dal legale della vittima, oggi 22enne, attraverso il portale Skuola.net. L’ufficio scolastico regionale ha avviato una indagine sul caso, sollecitato dal Miur.

La vicenda risale all’estate del ’98, quando una bimba piemontese, di ritorno dal campo estivo, raccontò ai genitori di aver subito abusi da parte di un animatore. L’uomo fu immediatamente denunciato. Nel 2004 fu condannato per pedofilia a 3 anni e sei mesi, pena poi ridotta nel 2007 con un patteggiamento a un anno e otto mesi. Condanna che evidentemente non è bastata ad evitare la sua assunzione come docente di ruolo in una scuola media torinese.

I giudici avevano inoltre stabilito per l’ex animatore una penale di 27mila euro, mai pagata fino a qualche settimana fa, dopo che l’avvocato della vittima ha chiesto e ottenuto il trattenimento mensile di un quinto dello stipendio del docente.

“È per questo – ha detto l’avvocato Roberto Ponzio – che abbiamo deciso di rendere pubblica la storia. È scandaloso che questo signore abbia trovato un posto di lavoro a carico del contribuente, per di più nel delicatissimo mondo dell’istruzione.

La famiglia della mia assistita ha deciso di rendere pubblica questa vicenda vergognosa perché crede che a guardia di un pollaio non si possa mettere un lupo. Le cause di questa situazione vanno ricercate sia nella frettolosità del patteggiamento che nella faciloneria dell’assunzione.

Lo Stato – conclude – dovrebbe pensarci cento volte prima di assumere qualcuno nella scuola. In questo caso, o è stata ignorata la fedina penale del soggetto, o fatto ancor più grave, si è ritenuto che non fosse un problema all’assunzione”.