Def, Ue lo boccia. Lettera della Commissione: “Seria preoccupazione sul deficit”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2018 21:36 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2018 13:28
Def, Ue lo boccia. Lettera della Commissione: "Seria preoccupazione sul deficit"

Def, Ue lo boccia. Lettera della Commissione: “Seria preoccupazione sul deficit” (Nella foto Ansa, Vladis Dombrovskis e Pierre Moscovici)

BRUXELLES – L’Unione europea ha bocciato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza appena approvata. In una lettera di due pagine indirizzata al ministro dell’Economia Giovanni Tria, il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, sostengono che “le previsioni dal 2019 al 2021 “deviano dal percorso di convergenza annunciato dall’Italia”. 

Per i commissari europei finanziare in deficit il reddito di cittadinanza e la flat tax è contrario alle regole del Patto di stabilità. “Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio europeo, il che è motivo di seria preoccupazione”, scrivono Dombrovskis e Moscovici. “Chiediamo alle autorità italiane di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni” della zona euro.

Un vero e proprio ultimatum quello arrivato da Bruxelles, che chiede di cambiare la politica economica del governo Lega-M5s entro il 15 ottobre, giorno in cui la Legge di bilancio dovrà essere notificata all’Unione europea. Se il Def non verrà modificato la Commissione boccerà la manovra e aprirà una procedura su debito e deficit, spiega Alberto D’Argenio su Repubblica. 

I commissari Dombrovskis e Moscovici ricordano all’Italia le sue responsabilità in sede europea: ci sono delle raccomandazioni, approvate dal Consiglio, Italia compresa, il 13 luglio, che chiedono al Paese “di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa netta primaria non superi lo 0,1% nel 2019, che corrisponde ad un aggiustamento strutturale di 0,6% del pil nel 2019”. E’ per questo, sottolineano i commissari, che i nuovi target suscitano “seria preoccupazione”. Il tutto con una stima di crescita all’1,5%, in controtendenza rispetto alle revisioni al ribasso dell’economia attese dal Fondo monetario internazionale e già previste di recente da Confindustria e dalle agenzie di rating.

Un quadro preoccupante per Bruxelles, che vede il rischio di uno scostamento significativo dall’obiettivo di medio termine, cioè il pareggio di bilancio in termini strutturali. La seria deviazione, per la Ue, indica che il debito non scende al ritmo concordato e che quindi l’Italia non sta rispettando gli impegni presi. E le misure pro-crescita descritte dal ministro nella sua lettera non bastano a rassicurare. I commissari chiedono quindi al Governo di agire prima che sia troppo tardi, cioè prima che la violazione degli impegni finisca nella legge di stabilità, cosa che costringerebbe Bruxelles a rigettarla subito, chiedendone una nuova al Parlamento entro fine ottobre.

All’inizio di settembre Bruxelles aveva concesso all’Italia uno sconto sul risanamento, facendo sapere che si sarebbe accontentata di un deficit pari all’1,6% del Pil. Ma l’esecutivo ha deciso di portare comunque il deficit al 2,4% nel 2019. 

LA RISPOSTA DI ROMA – Da Palazzo Chigi, comunque, ridimensionano, sostenendo che non c’è stata alcuna bocciatura da parte dell’Ue, anche perché non è stata ancora avviata, né poteva essere, alcuna interlocuzione formale. La valutazione della Commissione europea, sottolineano le stesse fonti, avverrà in base al documento “draft budgetary plan” che sarà inviato dal Governo italiano entro il 15 ottobre.  Dal canto suo il Governo rimane fortemente convinto della bontà delle misure che andranno a costituire la manovra economica. Altrettanto forte è la volontà ad avviare un dialogo costruttivo con l’Ue.  

Def, Ue lo boccia. Lettera della Commissione

La lettera della Commissione