Due Decreti ce li regala l’Europa. Per l’Italia 250 mld: meno tasse o più sprechi?

di Lucio Fero
Pubblicato il 28 Maggio 2020 9:05 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 11:26
Recovery Fund. Due Decreti ce li regala l'Europa. Per l'Italia 250 mld: meno tasse o più sprechi?

Due Decreti ce li regala l’Europa. Per l’Italia 250 mld: meno tasse o più sprechi? (nella foto Ansa, Conte con la Von der Leyen)

ROMA – Due Decreti ha prodotto finora il governo italiano per soccorrere, risarcire, aiutare ogni angolo e attività del paese colpiti dalla epidemia sanitaria e dal disastro socio economico. Totale in miliardi dei due Decreti: 80 miliardi.

Il piano New Generation della Ue, Unione Europa, destina all’Italia a fondo perduto (non prestiti) 82 miliardi. Tanto quanto e qualcosa in più di quanto l’Italia è stata in grado di mettere a spesa in massima emergenza. Due Decreti Italia da sola: 80 miliardi a debito. Ue: 82 miliardi all’Italia in aiuto senza far debito.

Tanto per apprezzare e capire la misura, anche in soldoni, di ciò che sta avvenendo, val la pena di adottare il metro del più fiero avversario della Ue che sia in Italia. Matteo Salvini aveva stimato che da una Ue come si deve sarebbero dovuti arrivare almeno cento miliardi. Ne arriveranno il doppio e di questi 82 a fondo perduto.

L’Italia cenerentola della Ue, l’Italia cui la Ue non dà nulla, l’Italia penalizzata dalla Ue: sono cavalli di battaglia della Lega e di Fratelli d’Italia e soprattutto sono giudizi fortemente radicati nella pubblica opinione.

Non nei fatti e nei numeri del piano New Generation che anzi sembra fatto apposta per privilegiare l’Italia. All’Italia secondo il piano vanno 172 miliardi (tra fondo perduto e prestiti). Alla Spagna 140 miliardi. Alla Francia 38, alla Germania 28, all’Austria 4 miliardi.

All’Italia 172 miliardi, alla Germania 28. La narrazione dell’Italia cenerentola resterà e resisterà, ma ora deve duramente litigare con i fatti.

Il piano New Generation non è il frutto di improvvisa e massiccia generosità da parte della Ue.

E’ invece, finalmente, la realistica presa d’atto che, ad economie integrate, il tracollo socio economico italiano o spagnolo comporta immiserimento e pesante crisi economica e sociale anche in Germania o Belgio o Francia che sia. La Ue mobilita circa duemila (sì, duemila) miliardi per salvare se stessa. Finalmente istinto di sopravvivenza.

Duemila miliardi: 750 la dotazione del New Generation. Di cui 500 a fondo perduto e 250 in forma di debiti da pagare entro il non vicinissimo 2058. Cui vanno aggiunti i cento miliardi del Sure (cassa integrazione europea), i circa 300 del Mes (diventato di fatto e di diritto Fondo europeo per le spese sanitarie), i circa 200 della Bei (Banca Investimenti europei). E ancora: l’aumento della dotazione del Bilancio Ue. E, ultimo ma non ultimo, le centinaia di miliardi di titoli di Stato europei che Bce compra.

Per l’Italia tra il 2020 e il 2021 si rendono disponibili circa 250 miliardi. Gli 82 di aiuti a fondo perduto che, a piano New Generation definitivamente  approvato, arriverebbero in piccola parte entro dicembre (10-20 miliardi) e il più il prossimo anno. Quindi i 90 di prestiti a lunghissima scadenza e a tassi bassissimi. Quindi ancora i 36 miliardi del Mes, i 20 del Sure, i finanziamenti Bei. Mentre Bce con i suoi acquisti garantisce liquidità al sistema della banche e blocca oscillazioni spread , cioè interessi da pagare sul debito.

Una quantità di denaro superiore a quanto in Italia si aspettassero sia i cosiddetti europeisti sia gli anti Ue. La dimostrazione, in miliardi, che stare nella Ue conviene all’Italia. La prova, in miliardi, che senza la Ue una massa di risorse così l’Italia se la sognava. La lezione, in miliardi, che il far da soli e fuori dalla Ue è grottesca propaganda a vantaggio del peggio. Anche San Tommaso Italia può toccare con mano i miliardi Ue.

La Ue ha dimostrato di esserci, in miliardi. Quando New Generation sarà operativo, l’Italia intesa come comunità politica e sociale avrà un piccolo problema: non se la potrà più prendere con la Ue. E un problema più grande: il che farci e il cosa saperci fare con quei soldi.

La Ue, giustamente e doverosamente, controllerà che i miliardi siano utilizzati per rifare i connotati alle economie dei paesi e non per tenere in piedi con la colla strutture produttive strutturalmente obsolete. Miliardi per la digitalizzazione, miliardi per le infrastrutture, miliardi per la sanità, miliardi per diversa mobilità e miliardi per nuovi sistemi energetici.

Non miliardi per mance a vari segmento di elettorato, non miliardi per sussidi a pioggia, non miliardi per congelare la vecchia occupazione in redditi sociali o pre pensioni, non miliardi per robe tipo corsi di formazione penati e messi in atto solo per distribuire integrazioni al reddito di territorio corporativo clientelare…

Ma non dipenderà dalla Ue, dipenderà dal sistema Italia.

Governi e opposizioni che ci sono o ci saranno sono e saranno in grado di non mangiarsi i miliardi della Ue in eterne campagne elettorali?

I gruppi imprenditoriali e i sindacati e le categorie sono in grado di non pensare a quei miliardi come soldi di nessuno di cui accaparrarsi il più che si può e poi si vede?

Esiste in Italia un sistema Italia di politica-imprese-categorie-competenze in grado di pianificare, ideare, volere e quindi finanziare e mettere in atto lavori, iniziative, infrastrutture e investimenti che riguardano i prossimi anni e non i prossimi sondaggi o le prossime mance in finanziarie e milleproroghe?

C’è in Italia una pubblica opinione capace di supportare e sostenere un piano di spesa dei miliardi che arrivano, c’è un’Italia una pubblica opinione capace di volere anche altro dal lamento per il colpo subito? Siamo in grado di andare oltre l’eterno e unico “ci hanno lasciato soli, siamo in ginocchio”?

Il grande problema può essere così riassunto: con 250 miliardi meno tasse o più sprechi? Piatto ricco mi ci ficco da parte di ogni lobby o buttare via il legno storto del fisco italiano mettendo fine alla super tassazione del lavoro dipendente e del profitto d’azienda?

Rifare la scuola e le scuole o dare solo aumento in busta paga ai lavoratori della scuola?

Riqualificare la Pubblica Amministrazione a precisi, efficienti e severi controlli ex posti delle attività economiche e sociali o lasciarla nella sua funzione oppressiva, soffocante e irresponsabile solo aumentando i budget salariali e i premi erga omnes per risultati raggiunti?

Fare le autostrade digitali o fare le commissioni sulle autostrade digitali?

Modello Alitalia o Ponte Genova?

E tanti altri piccoli e grandi bivi del genere. Quando arriveranno i miliardi dovremo dismettere almeno un po’ la cara abitudine della lacrima e dell’improperio. Fino a ieri, ancora oggi il problema potevamo raccontarci fosse l’Olanda, l’Austria, la Ue, l’euro…Da domani, domani davvero il problema dell’Italia sarà cosa davvero è e sa essere l’Italia.