Borse vedono nuova crisi Grecia. Da Roma a New York crollano i mercati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 14:33 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 20:14
Europa dà margine a Renzi ma Borse vedono nuova crisi

Europa dà margine a Renzi ma Borse vedono nuova crisi

BRUXELLES – Le Borse vedono nuova crisi Grecia: da Roma a New York crollano i mercati. Il tutto nel giorno in cui l’Europa dà un margine a Matteo Renzi, fa sapere che lo sforzo strutturale richiesto all’Italia per il 2015 sarà aggiornato alla luce delle stime economiche autunnali. Lo stesso margine, però, non lo vedono le Borse che ovunque affondano, con Milano che addirittura fa -4.4%. Meglio, si fa per dire,  di quello che fa Atene che in un giorno perde addirittura 6.3 punti percentuali dopo essere affondata fino a -9.

Che la giornata sia di quelle nere lo fa capire da subito anche Wall Street. L’apertura è da incubo con Dow Jones giù di 2.5 punti. C’è tempo per recuperare ma per ora la situazione è chiara: è la giornata peggiore degli ultimi 3 anni.

Non un messaggio a Renzi, non solo almeno. Mercati vedono semplicemente nero, vedono nuova crisi: la vedono in Grecia, dove in un giorno i rendimenti sui titoli decennali, i loro Btp, schizzano al 7%. Colpa della crescita che non c’è. Colpa anche della tensione tra Grecia e Troika su differenti visioni sull’uscita dalla crisi. Grecia vuole uscire prima dal piano di salvataggio assistito. Troika dice no. Mercati annusano, si spaventano, vendono titoli greci e comprano quelli tedeschi.

Così si ritorna a parlare di spread. Perché è generale la fuga degli investitori verso il Bund, il titolo sotto cui si ci si ripara quando tira aria di burrasca. Risultato: bund ai minimi e spread che in Italia torna a salire: sfonda quota 170 e poi ripiega chiudendo a 166.5 punti.

Ci si mette anche l’agenzia di rating Fitch che in mattinata diffonde un report sullo stato di salute delle banche greche. Salute che ancora non c’è. E i mercati si regolano di conseguenza. E poi il petrolio che scende ai minimi dal 2011. Non è una buona notizia: il prezzo cala per mancata domanda. Significa crisi.

In tutto questo passa in secondo piano lo spiraglio che Europa apre sull’Italia: “Le cifre precise devono essere aggiornate alla luce delle previsioni autunnali”, ha detto il portavoce del commissario agli affari economici Jyrki Katainen a chi gli chiedeva quale fosse il target, l’obiettivo, 2015 per l’Italia.

Visto che la situazione italiana sta peggiorando e che finirà con un -0,3 di Pil, gli impegni italiani vengono quindi calibrati.

Alle Borse, trascinate giù da Atene, non è bastato. Milano ha perso il 4,4% alla fine di una giornata segnata da una raffica di sospensioni, da Finmeccanica a Unicredit. Risultato: Milano si è mangiata tutti i guadagni da inizio anno ed è più di una settimana che in Europa vanno male.

Il tonfo delle borse europee manda in fumo 276 miliardi di euro di capitalizzazione sui listini del Vecchio Continente, dove l’indice Dj Stoxx 600 ha chiuso in calo del 3,16%. Per Piazza Affari il conto è stato di 19,9 miliardi di euro.