Bce: “Ripresa a rischio”. Merkel: “Neppure se facessimo tutto basterebbe”

Pubblicato il 14 Giugno 2012 9:37 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2012 13:09

BERLINO –  La crescita economica dell’Eurozona “resta debole” e soggetta a “maggiori rischi al ribasso”, in particolare un “ulteriore acuirsi delle tensioni in diversi mercati finanziari”: a dirlo è la Banca centrale europea nel bollettino di giugno.

I rischi al ribasso riguardano “la possibile propagazione all’economia reale” delle tensioni finanziarie e “la possibilità di nuovi rincari delle materie prime nel medio periodo”. E per questo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea “terrà sotto attenta osservazione i futuri andamenti e assicurerà la stabilità dei prezzi a medio termine nell’area dell’euro, intervenendo con fermezza e tempestività”. Francoforte definisce “un passo di notevole importanza” la volontà dell’Ue di “intensificare la riflessione sul progetto a lungo termine per l’Unione economica e monetaria”.

Gli obiettivi di risanamento del debito pubblico italiano sono migliori di quelli dell’anno scorso: l’imprimatur alla politica economica di Roma viene dalla Bce.  La Banca centrale europea approva l’obiettivo del taglio del rapporto deficit-Pil all’1,7% nel 2012 e allo 0,5% nel 2013. E soprattutto l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014.

La Bce sottolinea però che resta il punto debole dell’Italia, cioè l’elevato debito, che supera il 100% del Pil, collocandosi insieme ai cinque Paesi peggiori dell’Ue. In Italia il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è diminuito nel 2011 al 3,9% del Pil dal 4,6% del 2010.

Piace a Francoforte che il parlamento italiano abbia varato una legge che introduce a livello costituzionale la regola del pareggio di bilancio dal 2014. Secondo la Bce “andrebbe rafforzata la concorrenza nel comparto dei beni e dei servizi, anche attraverso il completamento del mercato unico”.

La Bce chiede ai Paesi dell’eurozona di proseguire con il risanamento dei conti pubblici e di attuare riforme strutturali che stimolino la crescita e l’occupazione: “È di cruciale importanza proseguire gli sforzi per il ripristino di finanze pubbliche solide e il recupero di competitività, entrambi presupposti per una crescita economica sostenibile. Andrebbe rafforzata la concorrenza nel comparto dei beni e dei servizi, anche attraverso il completamento del mercato unico, mentre l’adeguamento dei salari dovrebbe avvenire in maniera flessibile, riflettendo le condizioni del mercato del lavoro e la produttività”.

La Banca centrale europea sottolinea anche che i prestiti a famiglie e imprese dell’Eurozona sono rallentati. La crescita in aprile è stata dello 0,8% contro l’1,2% di marzo.

Intanto da Berlino Angela Merkel ha cercato di placare le aspettative sulla Germania: ”La Germania è forte, ma non è senza limiti, la sua forza non è infinita”. Come a dire: anche se facessimo tutto quello che ci chiedono di fare in Europa non basterebbe.

Secondo la cancelliera la strada per uscire dalla crisi è difficile e comporta misure pensanti e dolorose, ma non si possono scegliere ”soluzioni facili”. Merkel si è detto favorevole ad “un ruolo più forte della Bce” sul controllo delle banche. La cancelliera è tornata a criticare il sistema di controllo bancario attualmente in vigore in Europa. ”Noi abbiamo bisogno di un’autorità di supervisione più indipendente”, ha detto. La Merkel ha ribadito che le banche spagnole oggi si trovano in una situazione molto diversa rispetto a quanto avevano rilevato gli stress test dell’Eba. Nei giorni scorsi la cancelliera aveva già sostenuto che le authority nazionali hanno ”mal interpretato il proprio compito” minimizzando i problemi per ”orgoglio nazionale”.

”Tutti si aspettano dalla Germania la mossa decisiva, chiedono gli eurobond, un fondo di riscatto, altri miliardi”, ha detto. ”Io dico sì, la Germania è forte, è un motore della crescita ed è un’ancora della stabilità in Europa. E mette a disposizione il suo benessere non solo per il popolo tedesco, ma per tutta l’Europa, perché siamo convinti che l’Europa sia il nostro futuro e il nostro destino. E che se fallisce l’euro fallisce l’Europa”, ha ribadito. La cancelliera ha poi sottolineato però che  ”la forza della Germania non è infinita, le nostre energie non illimitate”.

”Madrid fa da tempo le giuste riforme con grande coraggio. Ma siede sugli effetti di una bolla immobiliare” ed è bene che abbia deciso di ”far ricorso agli aiuti europei”. Aiuti che saranno ovviamente ”condizionati”, ha ribadito. La cancelliera tedesca ha sollecitato la Spagna a chiedere gli aiuti europei al più presto. ”Più velocemente lo farà meglio è”, ha detto in un intervento al Bundestag.

Non solo l’Europa è responsabile nel contrasto alla crisi, anche il G20 ”deve prendersi le sue responsabilità”, ha detto Merkel. Tutti gli Stati devono ”essere pronti” a fare la loro parte: ”gli Stati Uniti per ridurre il loro deficit – ha detto ad esempio – la Cina per modificare il suo corso di cambio”.