Francia, critiche ai giudici e lussi compromettenti: Sarkozy nei guai

Pubblicato il 10 Febbraio 2011 15:29 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2011 15:29

Nicolas Sarkozy

ROMA – Il momento non è d’oro per monsieur le president Nicolas Sarkozy. Tra liti con i giudici e critiche per certi comportamenti dei membri del suo governo, Sarko non sembra passarsela proprio bene.

Ma veniamo ai giudici. Le toghe francesi, che operano nei 160 tribunali e nelle 35 corti d’appello del paese, sono in sciopero. La protesta, ricorda La Stampa, è iniziata il 3 febbraio a Nantes, e ora è approdata anche a Parigi.

Le toghe non perdonano al presidente le accuse mosse dallo stesso Sarkozy all’indomani dell’omicidio a Pornic, sull’Atlantico di una ragazza di 18 anni, fatta a pezzi da un plururecicivo. In quell’occasione il capo dello Stato si scagliò contro i “gravi disservizi” di polizia e magistratura, responsabili, secondo lui, di aver scarcerato l’assassino. I giudici non hanno fatto passare sotto silenzio quest’accusa, anche perché, come ricorda il quotidiano torinese, il budget della Giustizia è stato ridimensionato notevolmente negli ultimi tempi.

I problemi per Sarkozy però non finiscono qui. Latrice  di grattacapi è il settimanale satirico “Le Canard enchainé”. Con due scoop “L’anatra incatenata”, in realtà un giornale d’inchiesta, ha svelato le vacanze di due membri del governo a spese proprio dei due leader meditterannei in queste settimane nell’occhio del ciclone e delle rispettive rivoluzioni egiziana e tunisina: Hosni Mubarak e Ben Ali.

I politici francesi in questione sono il ministro degli Esteri Michèle Alliot-Marie e il premier Francois Fillon. Entrambi sarebbero stati in vacanza a spese dei contestatissimi governi tunisino ed egiziano.

Dopo un iniziale silenzio quanto meno imbarazzante, ieri, 9 febbraio, Sarkozy ha annunciato per la prossima settimana un progetto di legge sul conflitto d’interessi. Nel frattempo ha stabilito che i ministri sono quantomeno invitati a privilegiare la Francia per le proprie vacanze, e comunque devono chieder l’autorizzazione al premier per ogni viaggio all’estero.

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