Agenzie di stampa, Comune di Roma chiede elenco dipendenti. Gasparri: interrogazione

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 24 marzo 2019 11:48 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2019 12:47
Agenzie di stampa: Comune di Roma chiede elenco dipendenti. Maurizio Gasparri (nella foto): interrogazione

Agenzie di stampa: Comune di Roma chiede elenco dipendenti. Maurizio Gasparri (nella foto): interrogazione

Roma- “Per verificare l’esistenza di eventuali conflitti di interesse, le agenzie dovrebbero recapitare al Comune di Roma l’elenco dei propri dipendenti (chi sa perché), specificando se sussistano ‘rapporti di parentela o affinità tra un qualsiasi dipendente dell’agenzia e di un qualsiasi dipendente di Roma Capitale”, ha detto in un comunicato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che ha presentato una interrogazione alla Presidenza del Consiglio.

Sarebbe infatti di questi giorni la lettera inviata dal Campidoglio alle agenzie di stampa con la quale, per potere fornire i propri servizi all’amministrazione capitolina, si dovrebbe fornire l’organigramma dei dipendenti e una dichiarazione sull’assenza di legami di parentela e affinità entro il secondo grado tra dirigenti e dipendenti dell’agenzia di stampa e quelli del Comune.

Sembra che il Comune di Roma abbia sguainato le spade e voglia utilizzare tutti i mezzi possibili e immaginabili per combattere la corruzione e i conflitti di interesse, probabilmente alla luce dei nuovi arresti e delle indagini all’interno della giunta capitolina.

Il sen. Gasparri punta il dito contro la modalità del Campidoglio per evitare il conflitto di interessi:

“Un adempimento assurdo, ingiustificato, impossibile da attuare. Cioè perché ci sia un conflitto basta anche un lontano rapporto di affinità tra un fattorino di una agenzia e un vigile urbano o un usciere del Campidoglio. Le agenzie di stampa, alcune per fortuna ancora di significative dimensioni, dovrebbero trasformarsi in agenzie investigative per dettagliare legami irrilevanti per scopi non chiari”.

La lettera del Campidoglio ha le sue basi in una applicazione “estrema” della legge anticorruzione e sul conflitto d’interessi del 2012.

La legge è ovviamente citata nell’avviso di gara per l’abbonamento ai servizi delle agenzie di stampa pubblicato sul sito del Comune di Roma a febbraio del 2018.

Tra i requisiti per partecipare, alle pagine 4 e 5 del Capitolato si dice:

“Ai sensi della L. n. 190/2012, all’art. 1, comma 9, lettera e): – dichiarazione del/i titolare/i o del/i legale/i rappresentante/i o di altra/e persona/e munita/e di specifici poteri di firma, di non essere a diretta conoscenza della sussistenza di relazioni di parentela e/o affinità – entro il secondo grado – tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’amministrazione capitolina; ovvero – dichiarazione del/i titolare/i o del/i legale/i rappresentante/i o di altra/e persona/e munita/e di specifici poteri di firma, di essere a diretta conoscenza della sussistenza di relazioni di parentela e/o affinità – entro il secondo grado – tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’amministrazione capitolina, specificando nella forma più chiara e dettagliata possibile le generalità dei soggetti interessati ed i rispettivi dati anagrafici, nonché il grado di parentela e/o affinità”.