Amministrative, tutti i comuni diventano più “rosa”

Pubblicato il 2 Giugno 2011 15:41 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2011 15:45

Giuliano Pisapia (Foto LaPresse)

ROMA – Giunte più rosa in tutta Italia: quella che è stata una delle tante promesse in campagna elettorale, non solo in quest’ultima, ma da anni, potrebbe forse diventare realtà.

Se a Milano il neosindaco Giuliano Pisapia annuncia che la metà dei propri assessori sarà costituita da donne, anche il nuovo primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, eletto al primo turno, ha chiamato alla guida del suo “equipaggio fantastico”, ricorda Maria Luisa Agnese sul Corriere della Sera, Silvia Giannini, studi a Cambridge, ordinario di Scienza delle Finanze all’Università di Bologna, collaboratrice del ministro delle Finanze Vincenzo Visco, presentata da Merola come “un numero due non iscritto a un partito”, con delega al Bilancio.

Certo, di sindaci donna ce ne sono comunque pochi: il primato spetta a due piccoli comuni come Arcore e Fermo. Ma anche altre grandi città come Torino e Napoli hanno annunciato evidenti presenze rosa.

Nel capoluogo piemontese il neosindaco Piero Fassino ha chiamato a sé cinque donne su undici assessori. A Napoli Luigi De Magistris ha parlato di vice-sindaco donna, e subito è circolato il nome di Paola De Vivo, professore di Sociologia Economica all’Università Federico II, chiamata nel 2005 da Romano Prodi a metter su la Fabbrica del programma dell’Ulivo.

Anche a Milano Pisapia vorrebbe una vice rosa. Il nome più quotato, scrive Maria Luisa Agnese, è quello di Marilena Adamo, senatrice del Pd e veterana di Palazzo Marino, meno legata al partito rispetto a Patrizia Toia e Barbara Pollastrini.

Chi azzarda di più è il giovane neosindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che ha promesso un 40 per cento. Ma di uomini, non di donne.