Articolo 18, il Governo:”No abusi su licenziamenti economici, anche reintegro se falsi”

Pubblicato il 24 Marzo 2012 - 00:29 OLTRE 6 MESI FA

ROMA, 23 MAR – Stop alla possibilita' di ''abusi'' – come aveva promesso il premier Mario Monti – sui licenziamenti economici 'falsi'. E tempi piu' veloci per le cause di lavoro. Il testo approvato, salvo intese (perche' ancora modificabile), dal governo oggi sulla riforma del mercato del lavoro, articolo 18 compreso, porta delle novita' proprio sul capitolo che piu' ha visto di traverso i sindacati.

Dividendoli. E va incontro, in particolare, alle richieste avanzate in questi giorni da Cisl e Uil. Ieri il leader di via Po aveva presentato al presidente del Consiglio una proposta in tal senso (''il comma Bonanni, come lo definisce la stessa Cisl su Twitter). La Uil chiedeva il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali (che entrano nel testo licenziato dal Cdm). Tutti, anche la Cgil spingeva sul'accelerazione dei processi. Il Cdm ha dato il via libera all'introduzione di un rito procedurale abbreviato per le controversie in materia di licenziamenti, che ridurra'. ulteriormente i costi indiretti del licenziamento.

In particolare, per quanto riguarda i licenziamenti oggettivi o economici – si legge nel testo di Palazzo Chigi – per evitare che siano ''strumentali'' dissimulando motivazioni ''di natura discriminatoria o disciplinare'', il lavoratore lo puo' provare e in tali casi ''il giudice applica la relativa tutela'' e quindi eventualmente anche il reintegro.

Con il nuovo testo sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, infatti, per i licenziamenti oggettivi o economici, giudicati illegittimi, e' previsto un indennizzo da 15 a 27 mensilita'. Per quelli soggettivi o disciplinari, invece, e' il giudice che decide tra reintegro (nei casi gravi) e indennizzo. L'articolo 18 non cambia per i licenziamenti discriminatori per i quali resta l'obbligo del reintegro. Viene inoltre prevista sempre per i licenziamenti economici una ''preventiva'' e ''rapida procedura di conciliazione'' davanti alle Direzioni territoriali del lavoro, nell'ambito della quale il lavoratore potra' essere assistito anche da rappresentanti sindacali, ''e potra' essere favorita la conciliazione tra le parti''.

La Cgil, al momento, resta ferma alle mobilitazioni gia' proclamate a difesa dell'articolo 18.

Quanto agli statali, il testo chiarisce anche che ''eventuali adeguamenti'' alle norme della riforma del mercato del lavoro per il settore pubblico ''saranno domandati a successive fasi di confronto''.