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Banche, Padoan scarica Boschi: “Mai autorizzato nessuno ad incontrare i banchieri”

Banche-Padoan - Boschi

Pier Carlo Padoan e Pier Ferdinando Casini in commissione banche (Foto Ansa)

ROMA – Colloqui su Banca Etruria? “Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione. La responsabilità del settore bancario è in capo al ministro delle Finanze che d’abitudine ne parla con il presidente del Consiglio”: il ministro Pier Carlo Padoan, ascoltato in commissione d’inchiesta sulle banche, ha affrontato lunedì 18 dicembre diversi temi spinosi, ma soprattutto quello relativo alla sottosegretaria Maria Elena Boschi e al caso Banca Etruria, che ne vede coinvolto il padre, l’ex vicepresidente dell’istituto Pierluigi Boschi.

 

Come durante l’audizione del presidente della Consob Giuseppe Vegas, anche questa volta i componenti della commissione hanno insistito sul punto: a che titolo la Boschi (e anche il ministro Graziano Delrio) incontrava top manager e altri del mondo bancario? “Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione, la responsabilità (del settore bancario, ndr) è in capo al Ministro delle finanze che d’abitudine ne parla con il Presidente del Consiglio”, “ho appreso di questi specifici incontri dalla stampa” rileva Padoan.

E sollecitato una seconda volta aggiunge: “Non ho richiesto che persone o membri del governo che avessero contatti con esponenti del mondo bancario, venissero a riferire a me”.

Parole commentate duramente dalle opposizioni: Andrea Augello (Idea) parla di ‘millantato credito’ della Boschi mentre Brunetta ricorda: “Tremonti, quando era ministro dell’economia, mi avrebbe impalato” se mi fossi intromesso nei temi bancari.

In serata Padaon ha definito ‘strumentali’ alcune interpretazioni che dipingono un ministro che ‘scarica’ la Boschi e ribadisce come tali autorizzazioni “non sono plausibili” e non siano state “mai formulate”.

Banca Etruria a parte, Padoan ha fatto autocritica sul non essere riuscito ad accelerare il calo degli crediti deteriorati e convincere Parlamento, governo e le stesse banche dell’urgenza. La strategia del governo sta dando però i frutti. Il calo degli npl (non performing loans, come vengono chiamati in inglese) dal picco del 2015, è del 25%.

Sulle responsabilità della Banca d’Italia, leit motiv di molti componenti e anche di una parte del Pd, Padoan all’inizio ha parlato di una vigilanza che ha dovuto “affrontare una fase di transizione che ha spostato a livello europeo le competenze” e un quadro difficile in cui “c’è stata una sostanziale capacità di gestione del sistema” pur in presenza di casi di mala gestio del management.

Più avanti però a chi gli ha chiesto dove la vigilanza sia stata insufficiente ha citato il caso delle banche venete, “dove i fenomeni non sono spiegabili solo con gravità della crisi e il cambiamento delle regole”.

L’equivoco è durato fino al primo pomeriggio quando Padoan ha rettificato a domanda esplicita “quello che avevo in mente è che ci possono essere stati ostacoli nella vigilanza” che quindi hanno reso la sua azione meno efficace.

Del resto Padoan ha ribadito la validità della conferma di Ignazio Visco fatta dal governo certo per dare una segnale di stabilità ai mercati ma appunto per non sconfessare l’azione della banca centrale. Conferma malgrado la plateale contrarietà di Matteo Renzi e di una parte del Pd che in Commissione ha spesso attaccato l’operato di Via Nazionale.

Su di un punto Padoan non accetta le critiche di alcuni componenti della commissione. Il governo non ha ceduto ai ‘diktat’ della Ue sui salvataggi bancari barattando magari la risoluzione e liquidazione con gli zero virgola nel bilancio per finanziarie gli 80 euro.

Ora la parola passa a Visco. Si prevede un’audizione di fuoco a partire dalle 10 di martedì 19 dicembre, ma con un punto finale: alle ore 17 al Quirinale ci sarà uno scambio di auguri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che molto si è speso per smussare la ‘guerra’ dei renziani contro la Banca d’Italia, con le alte cariche dello Stato.

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