Berlusconi ai ‘Promotori della libertà’: “Aperti a tutti per un patto di legislatura” e “Se andiamo alle urne li sbaragliamo”

Pubblicato il 27 Novembre 2010 13:49 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 18:45

Silvio Berlusconi

Aperti a fare un patto di legislatura con tutti ma con due punti fermi: chi non appoggia il governo è un traditore a vita e se si va al voto li sbaragliamo tutti. Silvio Berlusconi tona a inviare un videomessaggio ai “Promotori della Libertà”. Un messaggio il cui succo è: andiamo avanti con questo governo, perché una crisi sarebbe destabilizzante soprattutto per l’economia. Però, in caso di crisi, chi ha le colpe se le prenda, sono pronto a un patto con chiunque ci sta. ”Le opposizioni di sinistra hanno l’obiettivo chiarissimo di ribaltare in Parlamento il voto espresso dagli italiani. Per arrivare a questo sanno che devono eliminare Silvio Berlusconi dalla scena politica perché hanno chiaro che Silvio Berlusconi costituisce un ostacolo insuperabile che si frappone alla conquista del potere da parte loro  -dice – Ma non ci riusciranno: noi e voi non lo consentiremo”.

”Vogliamo realizzare con chi ci sta quel patto di legislatura del quale ho parlato nelle scorse settimane – afferma il Cavaliere – Questo vuol dire che siamo aperti a ragionare con tutti senza pregiudizio se non con l’impegno della coerenza del rispetto al nostro programma e l’impegno della lealta’ nei confronti nei nostri elettori”.

”I parlamentari eletti nel centrodestra saranno costretti a sostenerci con i loro voti sino al completamente della legislatura – avverte poi Berlusconi con chiaro riferimento ai finiani – chi non lo farà si assumerà la responsabilità di aver tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà”.

Avvertimenti, dunque, dettati dall’avvicinarsi del 14 dicembre. Poi anche un’iniezione di ottimismo, in un popolo del Pdl sempre più disorientato. E poi un avvertenza: ”Credo che l’Italia abbia bisogno di tutto meno che di instabilità e paralisi. Una crisi di credibilità, che spaventasse i mercati e gli investitori internazionali, ci porterebbe sulla stessa strada della Grecia e dell’Irlanda”.

”Questo governo è stato eletto dagli italiani e al nostro governo non c’è altra alternativa se non quello di nuove elezioni – dice il premier – che nessuno vuole perché sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti. Questo governo, il nostro governo, e’ stato eletto dagli italiani e a questo governo non c’e’ un’altra alternativa se non quella di nuove elezioni. Nessuno le vuole perche’ sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti. Noi abbiamo la responsabilita’ di assicurare il governo del Paese, di mantenere la stabilita’, di agire con efficienza, di rispettare la volonta’ dei cittadini, di realizzare il programma che i cittadini hanno votato”.

”Continueremo quindi a lavorare – sostiene il premier – perche’ sono convinto che il Parlamento ci assicurera’ la fiducia, non solo al Senato, ma anche alla Camera. Sono convinto che non ci sara’ bisogno di nuove elezioni, perche’ il senso di responsabilita’, la coerenza, il rispetto e la lealta’ verso gli elettori, la necessita’ di evitare un salto nel buio, sono tutte ragioni per le quali i parlamentari eletti nel centro-destra saranno costretti a stare con noi, a sostenerci con il loro voto, sino al completamento della legislatura”.

”Il nostro è il governo del fare – ribadisce il Cavaliere – del fare quello che la gente chiede alla politica, cioè quello di cui il Paese ha bisogno. Gli altri parlano, noi facciamo”. ”Continueremo a lavorare perche’ sono convinto che il Parlamento ci assicurera’ la fiducia – dice poi – non solo al Senato, ma anche alla Camera: sono convinto che non ci sara’ bisogno di nuove elezioni, perche’ il senso di responsabilita’, la coerenza, il rispetto e la lealta’ verso gli elettori, la necessita’ di evitare un salto nel buio”.

”’Il 29 settembre scorso – ricorda il Cavaliere – abbiamo ottenuto un voto di fiducia con un consenso elevato, il consenso piu’ ampio di tutta la legislatura”. Per il presidente del Consiglio ”e’ stato un consenso sui cinque punti programmatici e, lo ricorderete, i cinque punti rappresentano cinque azioni strategiche per il futuro del Paese e che il governo ha gia’ approvato per quanto riguarda il federalismo fiscale che, tra l’altro, contrastera’ l’evasione fiscale, il Piano per la sicurezza dei cittadini che, tra l’altro, contrastera’ anche l’immigrazione clandestina e il Piano per il Sud che mette a disposizione del Sud 100 miliardi di euro”. ”La riforma della giustizia la approveremo nel Consiglio dei Ministri la prossima settimana – continua il Cavaliere – e la riforma tributaria sta andando avanti su 4 tavoli tecnici con le forze sociali”. Ecco perche’, per il premier, se dopo il 29 settembre ”qualcuno avesse cambiato idea – ribadisce – dovra’ dirlo, con chiarezza, agli italiani. E avra’ il dovere di spiegare il perche’. Quei cinque punti sono l’attuazione degli impegni assunti con gli elettori, impegni che vogliamo rispettare”.

Il premier poi critica gli studenti saliti sui tetti per manifestare contro la riforma dell’Università: “Chi è salito sui tetti per protestare contro la riforma dell’Università  -dice – difende i baroni”. Il premier parla di ”difesa dei baroni fatta da chi e’ salito sui tetti” ”Un gran bello spettacolo…”.

Sull’Abruzzo e gli appalti posto terremoto poi dice: ”Abbiamo agito con grande tempestivita’ e efficacia dopo il terremoto in Abruzzo, la corte dei conti e l’autorità sul controllo dei lavorio pubblici hanno fatto giustizia su tutto il fango che era stato buttato addosso alla protezione civile per i contratti: tutto e’ stato assolutamente regolare e perfetto”.

”Per quanto riguarda la politica estera  -continua – con la nostra diplomazia commerciale, abbiamo portato appalti, lavoro e profitti a molte imprese italiane che operano nel mondo. E abbiamo restituito prestigio e autorevolezza all’Italia in campo internazionale, se permettete con un premier che e’ il piu’ esperto e quindi, anche a seguito di questo, tra i piu’ influenti e considerati nei vertici mondiali”.

Il Cavaliere poi annuncia la “mobilitazione nazionale” che ci sarà per il week end prima del voto: ”Vi chiedo anche di mobilitarvi fin da ora per organizzare per sabato 11 e domenica 12 dicembre una grande, grande manifestazione e una raccolta di firme di sostegno all’azione del governo per non tradire gli elettori, allestendo punti di incontro e di dialogo con gli italiani nei gazebo, nelle piazze e nei teatri delle vostre città. So che molti di voi anticiperanno questa mobilitazione già dalla prossima settimana e quindi credo riusciremo a mettere in campo una mobilitazione, un’azione davvero efficace”.

Alle parole di Berlusconi, nel pomeriggio risponde Fini: “Sono le solite affermazioni propagandistiche a cui non crede neanche lui”.

”La propaganda in politica si fa – ha detto il Presidente della Camera in un’intervista – ma lui a volte eccede. Andare al voto sarebbe un azzardo per il Paese; Berlusconi non si rende conto che andando avanti cosi’ non otterra’ ne’ la fiducia ne’ le elezioni anticipati anche perche’ molti parlamentari non vogliono andare al voto”.

“In politica – ha aggiunto Gianfranco Fini – le categorie non devono essere evocate, ma il primo tradimento” viene da coloro che hanno da sempre definito ”il Pdl come un partito plurale di massa e dell’amore”.

Fini ha ricordato di essere stato cacciato dal partito perche’ sosteneva che c’era ”una soggezione del Pdl nei confronti della Lega”. ”Il tempo mi ha dato ragione – ha detto ancora – cosi’ come quando sostenevo le tesi sulla legalita’ e mi accusavano di essere un sovversivo, poi e’ scoppiato il caso Cosentino”.