Giustizia, Berlusconi insiste: “Pm normali cittadini, se sbagliano paghino”

Pubblicato il 13 Marzo 2011 - 13:52 OLTRE 6 MESI FA

TORINO – I “pm sono cittadini come gli altri” per questo “se sbagliano è giusto che paghino”. Con queste parole Silvio Berlusconi è tornato a parlare della riforma della giustizia.

Intervenendo telefonicamente a una convention del Pdl a Torino, il premier ha spiegato: “L’autonomia dell’azione penale secondo la legge significa solo che anche i pm sono cittadini come gli altri e devono rispettare le norme e le priorità che sono indicate dal Parlamento”.

E sempre parlando della riforma della giustizia, ha aggiunto: “La responsabilità civile dei magistrati se sbagliano è quella che devono pagare, perché questo è il minimo richiesto in uno stato di diritto”, e inoltre “le carriere separate di giudici e magistrati esistono in tutto il mondo, sono la regola. Quindi non c’è nulla in questa riforma che possa far gridare allo scandalo o suscitare indignazione”.

Poi Berlusconi ha detto che la scelta di affrontare la riforma adesso è un “atto di eroismo”: “Tutte le persone sagge e con la testa sulle spalle mi hanno detto: non presentare adesso la riforma della giustizia perché altrimenti chissà cosa ti fanno. Io invece, avendo ritenuto di aver raggiunto una maggioranza in grado di farla, ho detto: non mi importa niente. Sono coraggioso e temerario, forse anche un po’ eroico e matto, e ho detto: variamo subito questa importante riforma. E così abbiamo fatto nel Consiglio dei ministri straordinario di giovedì”.

Berlusconi ha ribadito che la riforma della giustizia “non è una forzatura” ma un impegno ad adeguare l’Italia a quanto avviene in altre parti del mondo.