Berlusconi si scopre pro austerity: “Serve assoluto rigore, Tremonti non può inventare risorse che non abbiamo”

Pubblicato il 4 Maggio 2011 18:04 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2011 18:04

ROMA – Osama Bin Laden, i rapporti con la Lega sulla questione Libia e, soprattutto politica economica. Sono alcuni dei temi affrontati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell’intervista a  Bruno Vespa per Porta a Porta nella puntata in onda mercoledì sera.

Quanto ai conti pubblici, almeno pubblicamente,  il premier sposa la linea austerity di Giulio Tremonti: ”Ci sono delle situazioni del bilancio che richiedono assoluto rigore e Tremonti non può  inventare delle disponibilità che nel bilancio non ci stanno”. Sulla manovra di giugno, annunciata dall’Ansa e smentita dal sottosegretario Cesaro, nessuna dichiarazione.

Berlusconi, a Vespa, parla anche di Libia e definisce “saldo” il rapporto con la Lega. ”Con Umberto Bossi non c’è  stata nessuna incomprensione. La mozione sulla Libia ha dimostrato la solidita’ e la coesione della maggioranza contro le divisioni dell’opposizione”.  “A volte con Bossi – ha aggiunto Berlusconi – ci sono delle dialettiche che molto spesso originano nei periodi elettorali a cui la Lega è molto sensibile. Ma poi alla fine si è sempre trovato un modo per ragionare bene e per arrivare a delle soluzioni condivise”.

Quindi il capitolo Bin Laden. ”Tutti i paesi democratici temono” ritorsioni dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, ”per questo teniamo le antenne alzate come tutti i servizi segreti occidentali”. Secondo Berlusconi, in ogni caso,  ”aver eliminato Bin Laden significa aver tolto non solo l’uomo di punta ma anche l’ispiratore di tutta la politica sovversiva ai Al Qaeda”.

Il premier torna anche sulla questione immigrazione e lo fa ostentando sicurezza. ”Siamo un paese di 60 milioni di abitanti e non dobbiamo aver paura dell’arrivo di qualche migliaio di persone. Immigrati ne arriveranno perché la situazione in Libia è una situazione complicata cosi’ come in Tunisia. E a causa di tutti gli altri sommovimenti che il vento della liberta’ e della democrazia ha spirato forte in tutto il Nordafrica. Cercheremo di distribuirli in tutta Europa – ha proseguito il premier – ma per un paese di 60 milioni di abitanti non dobbiamo aver paura dell’arrivo di qualche migliaio di persone”.