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Berlusconi resta Cavaliere: Zanonato non “disonora” e il Conte si autosospende

Berlusconi resta Cavaliere: Zanonato non "disonora" e il Conte si autosospende

Berlusconi resta Cavaliere: Zanonato non “disonora” e il Conte si autosospende

ROMA – Silvio Berlusconi è ancora a tutti gli effetti un Cavaliere della Repubblica Italiana perché finora, da quel 1 agosto che lo ha visto condannato in via definitiva per frode fiscale, nessuno ha avuto l’ardire di revocargli l’onorificenza. Primo fra tutti il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato.

Il ministro in quota Pd è forse troppo preso da altre questioni come quella che ha fatto infuriare la governatrice del Friuli, Debora Serracchiani, che proprio mercoledì scorso ne ha chiesto le dimissioni per come ha gestito la questione Elecrtrolux. “Nella gestione della crisi ha dimostrato di non avere l’equilibrio necessario per ricoprire il suo delicato incarico”, ha detto la Serracchiani. E altrettanto ha esitato sulla revoca del titolo di Cav a Berlusconi.

Daniele Martini a pagina 5 del Fatto Quotidiano ricorda i termini di legge:

Dal primo agosto, da quando è stato condannato definitivamente per frode fiscale, la sua decadenza avrebbe dovuto essere già passata all’archivio come effetto automatico dell’articolo 28 del codice penale, quello sull’interdizione dai pubblici uffici che al comma 6 prevede che il condannato perde “ogni diritto onorifico”. Ma tutti, dai ministri ai prefetti che avrebbero dovuto far rispettare la legge, hanno girato la testa dall’altra parte.

L’unico ad indignarsi dopo 5 mesi di omertoso silenzio è stato il Conte Pietro Marzotto, che già ad agosto spedì una lettera alla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro del Veneto, un’organizzazione privata che rappresenta tutti gli insigniti sollecitando i dovuti provvedimenti nei confronti di Silvio Berlusconi. Il Fatto quotidiano scrive che il conte di è autosospeso in segno di protesta e al quotidiano ha spiegato:

“Credo di non avere fatto niente di eccezionale. L’associazione ha uno statuto, un codice etico e sono chiarissimi. Basta applicarli. Se perfino noi Cavalieri non rispettiamo le regole che ci siamo dati che esempio diamo, che credibilità ci resta?”

Non più solo costruttore di palazzi e imprenditore esimio, come scrissero nelle motivazioni 37 anni fa quando gli assegnarono la prima onorificenza, ma edificatore di un nuovo ordine politico ed istituzionale, riformatore costituzionale, architrave della democrazia per il suo alto, fattivo ed imprescindibile contributo alla formulazione di una nuova legge elettorale per la designazione del Parlamento sovrano.

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