Berlusconi, videomessaggio “transformer” incombe: salta il Tg delle 13

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2013 12:16 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 16:33
Berlusconi, videomessaggio "tranformer". Aspettando il Tg delle 13

Berlusconi, videomessaggio “tranformer”. Aspettando il Tg delle 13

ROMA – Berlusconi, videomessaggio “transformer”. Videomessaggio di Berlusconi alla nazione, 20° ripresa, ciak si gira”. Sarà buona l’ultima? L’avremmo dovuto scoprire alle 13 di oggi ma, come ieri, il momento della verità è stato rinviato. Forse serviva un ulteriore collaudo. Fatto sta che ogni videomessaggio girato è diverso dall’altro, ogni giorno ha la sua pena (ieri valeva il mezzo miliardo di euro da restituire a De Benedetti). L’effetto annuncio, comunque, ha funzionato alla grande e l’attesa del videomessaggio è già di per sé evento politico-mediatico e garanzia di ascolti. Prima delle 13, il videomessaggio resta un contenitore elastico, un testo “transformer” in grado di accogliere strappi e riconciliazioni dell’ultimo minuto.

Ordinerà ai suoi ministri di lasciare il governo? Davvero è possibile che si dimetta? Lascerà il testimone alla figlia Marina? Alcuni punti fermi. 10 minuti scarsi di discorso che segnano il ritorno sulla scena politica. Dirigenti e parlamentari Pdl sapranno finalmente dal tg il nome ufficiale del loro prossimo partito, diciamo Forza Italia 2.0. Dopo il videomessaggio “splenderà il sole” (Angelino Alfano).

Almeno un terzo del tempo sarà dedicato alla demolizione della magistratura italiana (Libero scommette su tre minuti anti giudici e 4 pro-Forza Italia), parole e musica di Giuliano Ferrara, che anche domenica scorsa ha passato tre ore alla limatura del testo con Berlusconi. Calza di seta sulla telecamera. Rabdomanzia e interpretazione dei segni sembrano escludere quello che si ammetteva invece l’altro ieri, e cioè l’annuncio delle sue dimissioni da senatore, un attimo prima che ci pensi la Giunta a farlo decadere. L’annuncio di un eventuale nuovo contratto con gli italiani è stato già distrutto dall’ironia preventiva di Maurizio Crozza, “un contratto in nero” (rischi dell’effetto annuncio).

Falco con i pm, colomba con Letta: simulazione di videomessaggio . “L’Italia è il Paese che amo. Tutta, la amo, tranne una parte malata, invidiosa e comunista che vuole eliminarmi fisicamente dalla politica perché sa che sono l’unico in grado di battere la sinistra. La mia condanna è frutto di una sentenza politica. I giudici rovinano l’Italia come dimostra l’Ilva. La persecuzione giudiziaria punta a distruggermi anche patrimonialmente come dimostra il furto di mezzo miliardo della vicenda Mondadori. Con tutto quello che ho pagato di tasse, vi pare che mi andavo a rovinare per pochi spiccioli?

Lo giuro sulla testa dei miei figli, non ho mai evaso un centesimo. Per questo serve una riforma della Giustizia e un partito nuovo. Oggi posso finalmente annunciare un nome nuovo che profuma di antico: Forza Italia. Ripartiamo dai principi liberali per trasformare lo Stato, assicurargli un governo che decida. Questo governo, che io personalmente ho contribuito a far nascere, deve fare ancora alcune cose importanti.

Alcune le ha già fatte, come la cancellazione del’Imu: è il Pdl che vigila e continuerà a vigilare sulle tasche degli italiani, di fronte all’irresponsabilità di chi, come il Partito Democratico, vuol far saltare tutto e rende il bravo Enrico Letta ostaggio delle beghe congressuali e della smania di potere dei comunisti. Io non mollo, non cedo ai giudici, ho preso un impegno con gli italiani, e guiderò il nuovo partito. Non permetterò ai giudici e alla sinistra forcaiola di tapparmi la bocca”.