Camera approva manovra: 402 sì, 75 no. Fronda Pdl: 70 assenti

Pubblicato il 16 Dicembre 2011 21:50 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2011 22:45

ROMA – L’Aula della Camera ha approvato il decreto legge che contiene la manovra economica. Il testo, passato a Montecitorio con 402 sì, 75 no e 22 astenuti, va al Senato. La maggior parte degli assenti erano del Pdl: 70 su 130. Inoltre nel partito di Berlusconi gli astenuti sono stati 12.

Sono 130 (124 assenti e 6 in missione) i deputati che non hanno votato il decreto ‘Salva Italia’, tra 70 del Pdl, 6 del Pd, 10 di Fli, 8 della Lega. Gli astenuti sono stati 22 di cui 12 del Pdl e 9 di Popolo e Territorio.

La manovra, dunque, fa perdere al governo Monti ben 61 voti rispetto alla prima fiducia programmatica del 18 novembre. L’esecutivo dei ‘professori’ ottiene oggi la fiducia di ‘solo’ 495 deputati contro i 556 del mese scorso (record assoluto di consenso nella storia della Repubblica). Voti che, poche ore dopo, scendono a 402 al momento del via libera al decreto ‘Salva-Italia’.

Sulla manovra, oltre a quelli della Lega, a ‘SuperMario’ sono mancati i voti dell’Italia dei Valori (tranne quello di Renato Cambursano, dato in uscita dal partito di Di Pietro) e quelli delle minoranze linguistiche: i rappresentanti dell’Union Valdotaine normalmente votano con il governo, ma stavolta hanno deciso di esprimersi contro la fiducia in segno di protesta per i tagli fatti in maniera unilaterale dall’Esecutivo, e non secondo il principio dell’intesa, a Valle d’Aosta e alla provincia autonoma di Bolzano.

Ma hanno pesato tanto le assenze, il cui numero e’ stato particolarmente rilevante al momento del voto notturno finale. Nell’ultima votazione della giornata, mancavano all’appello 130 deputati: 124 assenti e 6 in missione. 70 dalle file del Pdl, malgrado l’sms con cui il segretario Angelino Alfano aveva raccomandato ”la massima presenza per ragioni politiche ed estetiche”. Non c’erano, poi, 6 deputati del Pd, 10 di Fli, 8 della Lega.

Gli astenuti, sempre al voto finale, sono stati 22 di cui 12 del Pdl (da segnalare, fra gli altri, Antonio Martino che a Monti ”piuttosto che manovre” ha chiesto ”riforme”) e 9 di Popolo e Territorio. Al momento della fiducia, nel pomeriggio, gli assenti erano stati 23 nel Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, piu’ 5 del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Vuoti i banchi degli ex ministri Giulio Tremonti e Paolo Romani. Insomma, la ”medicina amara” delle misure per il contrasto alla crisi ha determinato una certa erosione del consenso parlamentare del governo Monti rispetto all’exploit di novembre.

Una spia si e’ vista quando l’Aula ha mandato ”sotto” praticamente all’unanimita’ il governo su un ordine del giorno della Lega volto ad esimere dal pagamento dell’Ici le case dove vivono handicappati. Su questo incidente ha forse pesato anche l’interlocuzione non certo forte del ministro Piero Giarda, in piu’ riprese richiamato dal presidente Gianfranco Fini a una maggiore prontezza nell’espressione dei pareri ed a essere ”piu’ rispettoso” dei parlamentari.