Camera dei deputati: cronaca di un sì assurdo

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 5 Aprile 2011 19:13 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 19:13

foto Lapresse

ROMA – Sì: Berlusconi, quella notte fatidica, ha chiamato la questura di Milano perchè era preoccupato per le sorti dei rapporti con l’Egitto, perchè temeva che una minorenne, nipote di Mubarak, stesse per essere arrestata, non poteva non farlo, era un suo dovere istituzionale.

Siamo impazziti? No, abbiamo semplicemente tradotto in italiano il voto che si è consumato oggi alla Camera dei deputati.

In pochi secondi si è liquidato il principio di uguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge, si è data una copertura poltica ad una novella che neppure Pietro Aretino sarebbe giunto ad immaginare e a tradurre in prosa, persino i più libertini tra i suoi lettori lo avrebbero ricoperto di frizzi, lazzi, e forse non solo.

Eppure questo voto, così arrogante, ha rivelato il malessere profondo che attraversa ormai anche i suoi fedelissimi.

Gli interventi dei suoi avvocati parlamentari sono stati accolti con freddezza, pochi gli applausi, nessuno in piedi, e, al momento del voto, non è mancata la sorpresa, invece dei 330 preventivati, ne sono arrivati solo 314, gli altri o erano assenti, o dormivano, o hanno pensato bene di segnalare l’insoddisfazione per il mancato rispetto degli impegni assunti e delle cambiali sottoscritte.

Se non si deciderà ad onorare gli impegni, il Cavaliere sarà travolto da quegli stessi “spiriti bestiali” che ha contribuito ad evocare e ad alimentare.

Per fortuna l’Italia è anche altro, e per questo ci piace rigraziare quelle migliaia di persone che, a Roma, all’Aquila, altrove, hanno invece manifestato per esprimere il loro amore per la Costituzione e per la legalità repubblicana.

Nel futuro sarà il caso di togliere il titolo di Cavaliere della Repubblica a chi non lo ha meritato, e di darlo invece a quelle donne e quegli uomini che hanno saputo anteporre l’interesse generale ai loro interessi privati, per di più senza essere nipoti di nessun potente, né egiziano, né libico, né italiano…

Ma poi com’è che la maggioranza è andata sotto di 10 voti mentre si stava discutendo della legge sui piccoli Comuni?

Cosa è accaduto? Semplicemente che molti ministri e sottosegretari sono scappati via dopo aver dato il loro voto allo zio e alla nipote di Mubarak, e chi se ne frega dei piccoli comuni e dei loro abitanti, tanto il vecchio Silvio non aveva e non ha interessi in questo provvedimento!

Questa giornata passerà davvero alla cronaca e alla storia come una sorta di orgia, in senso proprio e simbolico, del conflitto di interessi.