Camera rimanda in commissione ddl Meloni per tagliare le pensioni d’oro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2014 7:40 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 0:25
L'Aula di Montecitorio rispedisce in Commissione Lavoro il disegno di legge Meloni per tagliare le "pensioni d'oro, d'argento, di bronzo e di latta".

L’Aula di Montecitorio rispedisce in Commissione Lavoro il disegno di legge Meloni per tagliare le “pensioni d’oro, d’argento, di bronzo e di latta”.

ROMA – Ritorna in Commissione il disegno di legge voluto da Angela Meloni per tagliare le “pensioni d’oro d’argento e di latta”.  Una legge, come evidenziato da Pierluigi Franz in un articolo comparso su BlitzQuotidiano, pieno di dimenticanze.

Ecco il verbale della seduta che ha rispedito il testo in commissione.

Seguito della discussione della proposta di legge: Giorgia Meloni ed altri: Disposizioni in materia di pensioni superiori a dieci volte l’integrazione al trattamento minimo INPS (A.C. 1253-A) (ore 15,47)

 PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge d’iniziativa dei deputati Giorgia Meloni ed altri n. 1253-A: Disposizioni in materia di pensioni superiori a dieci volte l’integrazione al trattamento minimo INPS.

Ricordo che nella seduta del 5 febbraio si è conclusa la discussione sulle linee generali e la relatrice e il rappresentante del Governo sono intervenuti in sede di replica. Colleghi, vi invito, intanto, a liberare l’emiciclo. Grazie, onorevole Bianconi, per il sostegno. Colleghi, per favore, cominciamo a prendere posto.

 ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, chiedo scusa, probabilmente la non certezza dell’orario di ripresa dei lavori non ha consentito alla Commissione di essere qui su questo provvedimento. Chiederei di sospendere per dieci minuti e di cercare di fare in modo che la Commissione lavoro possa venire tutta qui, con il suo ufficio di Presidenza, in maniera da avere una certezza e poter intervenire sul provvedimento con chiarezza.

PRESIDENTE. Mi sembra una proposta di buonsenso. Se non vi sono obiezioni da parte dell’Assemblea, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16.

 La seduta, sospesa alle 15,50, è ripresa alle 16,05.

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

 PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito dell’esame della proposta di legge n. 1253-A. Ha chiesto di parlare sull’ordine dei lavori la vicepresidente della Commissione lavoro, deputata Renata Polverini. Ne ha facoltà.

RENATA POLVERINI, Vicepresidente della XI Commissione. Signora Presidente, io volevo, se lei è d’accordo, fare una proposta che a me pare di buon senso. Non si è potuto, in Commissione lavoro, raggiungere, sui testi sullo stesso argomento presentati dei vari gruppi, un testo unico che riuscisse ad arrivare in Aula con il consenso della Commissione. Siccome parliamo di un tema delicato, direi anche scottante per certi aspetti, quello delle «pensioni d’oro», ho avuto modo di parlare con la presentatrice della proposta di legge, onorevole Giorgia Meloni e con la relatrice, onorevole Gnocchi, e insieme a loro, ci pare opportuno chiedere un rinvio in Commissione. I testi hanno tutti infatti lo stesso obiettivo, cioè quello di andare a colpire i privilegi senza intaccare invece il percorso previdenziale di coloro che hanno versato i contributi. Mi pare che ci sia da parte della Commissione la volontà di procedere intanto a riarmonizzare i testi e ad arrivare con un testo condiviso in Aula. Trattandosi, appunto, di materia delicata, io credo che si possa valutare una proposta del genere.

 PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Polverini. Sulla proposta della vicepresidente Polverini di rinvio del provvedimento in Commissione, chiedo quale sia l’orientamento della relatrice, onorevole Marialuisa Gnocchi.

MARIALUISA GNECCHI, Relatore. Signora Presidente, noi abbiamo anche fatto una riunione del Comitato dei nove, nella quale abbiamo cercato di approfondire ancora la situazione e abbiamo ribadito – così come si era discusso nella seduta della Commissione lavoro – che vale veramente la pena di darci del tempo in più rispetto alla possibilità di arrivare a una proposta che sia condivisa, tenendo conto di tutte le diverse proposte che sono in Commissione. Noi eravamo venuti in Aula con urgenza la settimana scorsa, perché la collega Meloni, prima firmataria della proposta, aveva chiesto, nell’ambito del 20 per cento di diritto delle opposizioni di discussione in Aula delle proprie proposte, di arrivarci con urgenza. Non eravamo però arrivati a condividere un testo. La collega Meloni anche qui in Aula aveva già riconosciuto che per alcune proposte emendative di rielaborazione, fatte sia dalla maggioranza che da altri colleghi di minoranza, potevano essere accettate, però comunque il testo sul quale noi abbiamo votato la soppressione dell’articolo 1, era il testo originario, quindi senza nessun emendamento accolto. Ribadiamo quindi che su quel testo originario c’era la nostra contrarietà. Vi è però invece una reale disponibilità ad affrontare l’argomento e ad affrontarlo anche in tempi brevi.

Quindi, rispetto agli interventi che ci sono stati la settimana scorsa noi ribadiamo che il rinvio in Commissione è volto ad arrivare a una proposta fatta insieme, una proposta unificata delle diverse proposte, per proporre realmente una soluzione che sia contro le «pensioni d’oro», ma che non rischi di creare ulteriori problemi al sistema pensionistico e al sistema previdenziale in generale.

 PRESIDENTE. Chiaro, onorevole Gnecchi. Sulla proposta di rinvio in Commissione darò ora la parola, ai sensi dell’articolo 41, comma 1 del Regolamento, ad un oratore contro e uno a favore, per non più di cinque minuti ciascuno.

Ha chiesto di parlare contro la deputata Meloni. Ne ha facoltà.

 GIORGIA MELONI. Signora presidente, intanto mi corre l’obbligo di correggere o di dare l’interpretazione autentica del mio pensiero rispetto a quanto detto dalla collega Polverini, che quasi lasciava intendere che ci fosse un accordo con la sottoscritta sul rinvio in Commissione. Voglio chiarire che io non sono d’accordo con il rinvio in Commissione. Ritengo che sia un errore non procedere alla votazione di questo provvedimento.

 Ritengo che, anche rispetto a quanto dice la collega Gnecchi, è vero che il provvedimento è un provvedimento che può anche essere perfezionato. Ma tutti gli emendamenti per perfezionare questo provvedimento e questa proposta erano già depositati in Commissione. E sulla maggior parte di questi emendamenti migliorativi, proposti anche dagli altri gruppi, anche la sottoscritta aveva dato un parere assolutamente favorevole.La scelta che la gran parte dei partiti fanno di procedere, invece, alla votazione di un unico emendamento rispetto alla proposta di legge, che è un emendamento soppressivo, è una scelta che io francamente non comprendo e non condivido, che ci porta oggi in Aula ad avere un mandato contrario del relatore. Quindi, la scelta di fronte alla quale il gruppo di Fratelli d’Italia si trova a dover decidere il proprio posizionamento, è se farsi definitivamente bocciare una proposta – a nostro avviso – sacrosanta, o se rinviare in Commissione.

  Perché io credo che anche il rinvio in Commissione sia una scelta preoccupante ? Perché ho visto molti provvedimenti, Presidente, tornare in Commissione per essere di fatto accantonati, cioè spesso – noi lo sappiamo, colleghi – il ritorno in Commissione coincide con il tentativo di non trattare più una questione e di farla cadere nell’oblio, quando magari, invece, votare contro e bocciare il provvedimento può essere – come in questo caso, a mio avviso – un po’ imbarazzante per coloro che votano contro.

Quindi, ribadiamo che si poteva votare una proposta di legge sacrosanta, che individua un tetto massimo – 5 mila euro netti al mese – sopra il quale calcolare per le pensioni in essere i contributi che si sono versati per la parte eccedente e utilizzare gli eventuali risparmi per aiutare le pensioni minime, le pensioni di invalidità o fare iniziative sociali. Si poteva votare. Si è scelto di non farlo. Secondo me, è un errore politico grave. Quello che farò, e che faremo, dimostrando ancora una volta che ci interessa il merito della vicenda, sarà astenerci sulla proposta di rinvio in Commissione, perché non accetto l’accusa di voler fare demagogia con una proposta che è tanto semplice e tanto giusta da essere compresa dalla quasi totalità del popolo italiano.

Ci interessa così tanto il merito del provvedimento che, esattamente come abbiamo accettato di rinviare la discussione in Aula, quando si trattava di mettere insieme un comitato ristretto nel tentativo di trovare una proposta condivisa, esattamente come abbiamo aspettato sei mesi che questa proposta venisse calendarizzata, esattamente come abbiamo aspettato tre mesi che la Commissione la trattasse – perché, rispetto a quello che si dice, che i colleghi dicono, che siamo corsi in Aula in fretta e furia, ricordo che è un anno che noi siamo su questo provvedimento, mentre approviamo poi le leggi elettorali, o pretendiamo di approvarle, in tre giorni netti, senza neanche il dibattito in Commissione –, per dare un ulteriore segnale del fatto che ci interessa – e mi interessa – il merito della vicenda, il gruppo di Fratelli d’Italia si asterrà sulla proposta di rinvio in Commissione, con la preghiera a quest’Aula, alla relatrice, al Governo, a tutte le persone dalle quali ho sentito dire che condividono il fatto che queste pensioni d’oro – cioè il fatto che ci sia qualcuno in Italia che prende una pensione da 30, 40, 90 mila euro al mese, a fronte di milioni di italiani che non arrivano a fine mese – siano una vergogna – vi prego, colleghi, facciamolo come volete – di intervenire su una cosa che è ingiusta e che è ingiusta agli occhi degli italiani. Infatti, questo nostro voto non viene capito. Questa scelta che i partiti maggiori hanno fatto è incompresa dagli italiani ed è un ulteriore segnale di una presunta casta, che si schiera sempre a difesa dei soliti potenti e che non riesce mai a intervenire per dare dei segnali giusti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d’Italia).

 PRESIDENTE. C’è qualcuno che vuole parlare a favore ? Prego, deputato Placido. Ne ha facoltà.

 ANTONIO PLACIDO. Signor Presidente, noi consideriamo assolutamente ragionevole la proposta avanzata dalla relatrice, onorevole Gnecchi, e ripresa dal vice presidente Polverini. Abbiamo lungamente discusso anche oggi in Commissione. Ci pare che ci sia la possibilità di pervenire ad un testo condiviso. Prendiamo atto anche della dichiarazione di astensione, pervenuta or ora da parte dell’onorevole Meloni, come un gesto di disponibilità. Insistiamo e confidiamo nel fatto che la maggioranza garantisca sui tempi dell’esito di questa discussione, sul risultato a cui tutta quanta la Commissione ha dichiarato di voler pervenire. Quindi, siamo assolutamente favorevoli al ritorno in Commissione.

 PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la proposta di rinvio del provvedimento in Commissione.

Dall’Osso ? Ruocco ? Alli ? Rizzetto ? Bombassei ? Buttiglione ?

La Camera approva per 319 voti di differenza. Quindi il provvedimento si intende rinviato in Commissione