Capitan Salvini: All’attacco! Anzi no. Tra tre giorni la Lega fa penitenza?

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 Agosto 2019 10:05 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2019 14:18
Capitan Salvini: Prima All'attacco! Anzi no. Tra tre giorni la Lega fa penitenza?

Matteo Salvini al Papeete (foto Ansa)

ROMA – Capitan Salvini che prima chiama i suoi prodi e il suo popolo all’attacco, proclama la battaglia, si mette alla testa dell’armata del bene e poi fa sapere, farebbe sapere che grazie, anche no. Lo raccontano da due giorni così Capitan Salvini, uno che al Papetee Beach, insomma in spiaggia, si è inebriato e gasato e ha pensato adesso faccio la voce grossa e scappano tutti e poi al Senato ha visto le lucine rosse dei voti in maggioranza contro di lui e quindi ha preso paura. Così lo nraccontano e si fa fatica a credere possa essere davvero così.

A Salvini sarebbe passata la voglia della crisi di governo e cosa mai gliela avrebbe fatta passare? Cosa avrebbe fatto passare a Salvini la voglia di elezioni? Non certo l’ipotesi di un governo della durata di cinque mesi per votare a marzo 2020, questo è anzi cacio sui maccheroni della campagna elettorale di Salvini. A mettergli paura sarebbe stata la prospettiva di un governo M5S-Pd o comunque sostenuto da Pd e M5S capace di durare tre anni e mettere la Lega all’opposizione vera e lunga.

Se davvero stessero così le cose il rude capitano avrebbe preso paura per una cosa che al momento ha la consistenza e la mobilità operativa di uno spaventapasseri. Sarebbe il passaggio da Capitano indomito e indomabile a passero capo del suo stormo frullante d’ali.

Raccontano che Salvini accetterebbe, anzi vedrebbe come via d’uscita, come cosa preferibile alla crisi di governo e alle elezioni un Di Maio al posto di Conte. E Conte commissario Ue. raccontano che per Salvini l’importante sarebbe disfarsi di Conte. Conte? E quanti voti ha Conte? Che pericolo immediato e incombente sarebbe mai Conte per Salvini? Questo non lo raccontano.

E perché Salvini dovrebbe fare la figura del Capitano in ritirata? Perché dovrebbe drasticamente interrompere la narrazione di se stesso che lo vuole incapace di passi indietro, giravolte, debolezze, incertezze? Che ci guadagna Salvini a fare Capitan Tentenna e a restare in Parlamento con la forza conquistata alle elezioni del 2018, appena il 17 per cento? Questo non lo raccontano, tanto meno lo spiegano.

Quindi, racconti a parte, tra tre giorni in Senato sapremo. La Lega dopo aver chiesto, decretato la fine del governo farà la scena del. chi, io? La Lega farà la parte classica del cane che fortissimamente abbaia ma mai e poi mai morde? Salvini rinuncerà alle elezioni, racconterà al paese che non servono più? Salvini assumerà, vestirà di sua volontà e in Parlamento le vesti che gli dipingono addosso gli avversari e cioè l’abito dello smargiasso, dello spaccone che quando il gioco si fa duro si ritira? Tra tre giorni la Lega in Parlamento va a fare penitenza?

Difficile, molto difficile da credere. Eppure lo raccontano. Sotto il molto fumo dei racconti c’è davvero un po’ di arrosto? E del caso quale tipo di arrosto? L’incontinenza di un leader campione nello sport dei social e invece scarso nella materia politica? Se davvero Salvini ha preso paura, di cosa Salvini ha paura? Di se stesso? Di Renzi d’accordo con Casaleggio? Dello stare all’opposizione che lo renderebbe vulnerabile a inchieste giudiziarie? Fantasmi, allo stato fantasmi. E se fosse che Salvini è Capitano sì ma Capitano secondo una mai sepolta tradizione autoctona: fanfare, pennacchi, proclami. ma quando si spara su l serio, tutti a casa.