Celentano a Mina: “Io malato, ma non abbastanza: tu il sindaco di Milano io l’ideatore”

Pubblicato il 25 maggio 2010 10:14 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2010 13:27

Mina e Celentano

Milano versa in condizioni talmente disperate che per risollevare le sorti del capoluogo lombardo anche i nomi noti dello spettacolo si propongono per risollevarla. Poche settimane fa Mario Capanna aveva proposto Adriano Celentano come sindaco di Milano, il molleggiato non si era tirato indietro, anzi aveva messo come primo punto del suo eventuale programma elettorale “buttare giù Milano, quella brutta”.

Domenica Mina nella sua rubrica sulla prima pagina della “Stampa” ha indorato il suo amico Adriano prima di silurare la sua (presunta, ventilata, supposta) candidatura a sindaco di Milano che lui ha magnificato con quel “Io sindaco di Milano, perché no?” che da giorni ronza nell’aria. Ed ecco allora che la Tigre di Cremona si candida a far da vicesindaco a Celentano nel mentre gli sconsigliava di fare il sindaco: “Non essendo un malato di mente, non credo proprio che abbia voglia di intraprendere quel cammino”.

Celentano non lascia passare molto tempo e risponde all’amica in una lettera, pubblicata sempre sul quotidiano torinese martedì, dove  il cantante rilancia e propone a Mina:  “Tu il sindaco, e io l’ideatore che ti vuole bene!”. Poche righe rivolte all’artista, ma che di fini se ne leggono ben altri. La situazione di Milano “seppellita dall’accozzaglia di grattacieli e quartoggiari – scrive Celentano – Mina mia, sorella cara si sa che noi artisti , rispetto ai sani macellai che hanno distrutto la Milano dei sogni, un po’ malati lo siamo. I distruttori infatti o, per meglio dire, i costruttori dell’arroganza, ci considerano addirittura degli appestati. Gente da non mischiare con chi si nutre di religioso profitto. E dal loro punto di vista non gli si può certo dar torto”.

Insomma secondo Celentano chi si reputa un esperto, un politico o un imorenditore con le carte in regola per amministrare la città non ha fatto un buon lavoro e allora adesso tocca proprio agli appestati, rilancia il cantante la cui “unica arma è il sogno” capaci di “scatenare il tremendo scossone da dare a questa società immobile”.

La proposta è semplice Mina il braccio e Celentano la mente. Il molleggiato infatti spiega che è “sì, malato, ma non abbastanza, purtroppo, per fare il sindaco. Però potrei fare l’ideatore del sindaco” e la “sua vecchia amica” a cui “ha sempre voluto bene, quasi da innamoramento” il vice sindaco o per far sì “che lo scossone da dare alla Milano seppellita dall’accozzaglia di grattacieli e quartoggiari sia ancora più devastante” il sindaco.

Una provocazione? Una delle solite idee capaci di scatenare innumerevoli polemiche? Chissà magari se non bastasse il molleggiato potrebbe proporre come consiglieri comunali tutta la squadra di “Striscia la notizia” Gabibbo compreso.