Coronavirus, Conte al Senato: “Nel decreto di aprile non meno di 50 miliardi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Aprile 2020 16:22 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2020 18:26
Coronavirus, Conte al Senato: "Nel decreto di aprile non meno di 50 miliardi"

Coronavirus, Conte al Senato: “Nel decreto di aprile non meno di 50 miliardi” (Foto Ansa)

ROMA – Con il nuovo decreto di aprile, il governo italiano stanzierà “non meno di 50 miliardi“. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte nella sua informativa al Senato, in vista del prossimo Consiglio europeo.

“Dobbiamo potenziare ulteriormente la nostra risposta di politica economica – ha detto Conte – Per tale ragione, in aggiunta ai 25 mld di euro già stanziati con il Cura Italia, il governo invierà a brevissimo in Parlamento un’ulteriore relazione contenente la richiesta di scostamento dagli obiettivi di bilancio pari alla cifra non inferiore di 50 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 25 mld già stanziati per un intervento complessivo non inferiore ai 75 miliardi di euro”.

“Questo passaggio – ha precisato Conte – viene compiuto nella chiara consapevolezza, di chi vi parla ma anche dell’intero governo, della necessità di coinvolgere appieno il Parlamento”. Questa consapevolezza, rimarca il premier, interviene “in particolare in una fase in cui l’azione del governo, per il carattere straordinario e la portata pervasiva dell’emergenza che stiamo affrontando, rileva direttamente su beni primari delle persone: la salute, la libertà, l’iniziativa economica, il lavoro”.

Capitolo ripartenza.

“Stiamo elaborando un programma di progressive riaperture che sia omogeneo su base nazionale e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo sotto controllo la curva del contagio”, dice Conte. E la soglia del contagio di riferimento “vogliamo che sia commisurata alla recettività delle strutture ospedaliere delle aeree di riferimento”, aggiunge.

“Si prospetta una fase molto complessa: dobbiamo procedere a un allentamento del regime attuale delle restrizioni e fare il possibile per preservare l’integrità del nostro tessuto produttivo. Il motore del Paese – prosegue il premier – deve avviarsi ma sulla base di un programma ben strutturato”. 

Sostegno alle famiglie.

“Questa emergenza incide sulle fasce più fragili, rischia di creare nuove povertà e lacerare un tessuto sociale già provato. Abbiamo già compiuto alcuni passi. Il governo però è consapevole che questi interventi non sono sufficienti: occorre un sostegno alle famiglie e alle imprese prolungato nel tempo ancora più incisivo”, ha spiegato il premier. 

La risposta sanitaria.

Il governo ha elaborato “una strategia in cinque punti. Il primo – ha aggiunto Conte – è mantenere e far rispettare distanziamento sociale, promuovere un utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non disponibili terapia e vaccino”. 

“Rafforzare le reti sanitarie del territorio come arma principale per combattere il virus”, ha detto il premier, e a tal “riguardo il governo si sta adoperando perché siano rafforzati tutti i servizi di prevenzione e sta sollecitando una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione a case di cura e residenze sanitarie assistenziali, dove si è verificata, purtroppo, un’esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese”.

Per quanto riguarda l’App per il tracciamento, “sarà offerta su base volontaria, non obbligatoria”. “Anche per le misure di distanziamento sociale ci saranno alcune modifiche, non ci sfugge”, prosegue il premier, la difficoltà dei cittadini “nel continuare a rispettare” le regole anticontagio e “l’aspirazione al ritorno alla normalità”. 

Capitolo Mes.

“Sull’ormai strafamoso Mes – ha poi aggiunto – si è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie” ma l’intento è procedere con la “massima cautela”. In merito al Mes, “chi esprime dubbi su questa linea di credito contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”. 

“Ci sono Paesi in Ue – ha proseguito Conte – che hanno dimostrato interesse” al Mes senza condizioni. “La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità” previste prima dell’emergenza. “Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia” in Ue. 

“Per capire se il Pandemic Crisi Supporto (la nuova linea di credito che fa riferimento al Mes, ndr) sarà effettivamente” senza condizionalità “bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali”. 

In merito al recovery Fund “appoggiamo la proposta francese avendo chiesto di integrarla in modo da rispondere più puntualmente ai requisiti che riteniamo imprescindibili. Da ultimo è stata presentata una proposta spagnola che pure, ma con qualche suggerimento di variazione, potremmo appoggiare per la sua conformità alle nostre finalità”, dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa al Senato. (Fonte: Ansa)