Dal “rompi….” di Scajola a Fini contro Berlusconi, i fuorionda degli scandali

Pubblicato il 15 Aprile 2010 - 19:47 OLTRE 6 MESI FA

Gianfranco Fini

Il furionda colpisce senza esclusione di colpi lasciando non poche vittime, soprattutto nella vita politica. Ultimo caso quello di giovedì 15 aprile al Comune di Latina, entrato in crisi dopo un fuorionda tra il sindaco Vincenzo Zaccheo e la neo presidente della regione Lazio Renata Polverini, trasmesso ieri sera da “Striscia la Notizia”. Ma non è la prima volta che nascono polemiche da “parole in libertà” dette da qualche politico che non sa di essere registrato o pensa di parlare “off the record”.

Ecco alcuni fuorionda celebri:

Buttiglione, Tajani e le alleanze. A fine novembre del 1994 “Striscia la Notizia” manda in onda un colloquio tra l’allora segretario del Ppi Rocco Buttiglione e il portavoce di Forza Italia, ruolo in quegli anni ricoperto da Antonio Tajani, registrato all’insaputa dei due parlamentari, in cui Buttiglione proponeva a Tajani un’alleanza tra Ppi e Forza Italia per le elezioni politiche.

Casini e Buttiglione. A marzo del 1998, “Striscia la notizia” trasmette una serie di battute tra Pier Ferdinando Casini (allora leader del Ccd) e il direttore del Tg4, Emilio Fede, registrate a loro insaputa. Fede chiede a Casini di Mastella e Buttiglione. Casini, su Buttiglione, dice «é il migliore del mondo, ha il dono dell’ubiquità e in 24 ore è capace di fare tutto e il contrario di tutto».

Scajola su Biagi. A fine giugno del 2002, durante una visita a Cipro, Claudio Scajola (che a quel tempo era ministro dell’Interno), si fa sfuggire davanti ad alcuni giornalisti italiani una frase in cui parla di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Br, come di un «rompicoglioni» che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. La frase gli costa le dimissioni.

I colonnelli di An e Fini. A metà luglio del 2005 “Il Tempo” pubblica frasi pronunciate in un bar da Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli (i “colonnelli” di An), molto critiche nei confronti del leader del partito Gianfranco Fini.I tre scriveranno poi una lettera pubblica di scuse.

Bassolino e il professore. A novembre del 2006, in un fuori onda della trasmissione Report sui rifiuti, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, si arrabbia con il giornalista e dice: «Se me lo dicevi prima, io mi informavo in Commissariato, chiedevo chi c… è questo Arena (Umberto Arena, docente e consulente ‘d’oro’ alla regione, ndr) e poi ti rispondevo».

Latorre e il pizzino. A novembre del 2008 “Striscia la notizia” manda in onda uno spezzone registrato durante la trasmissione Omnibus di La7, in cui si vede il senatore del Pd Nicola Latorre passare di nascosto un bigliettino a Italo Bocchino, del Pdl, per suggerirgli una frase per mettere in difficoltà l’esponente dell’Idv Massimo Donadi.

Di Carlo e le parolacce. A fine novembre del 2008 l’assessore alla casa della Regione Lazio Mario Di Carlo, ripreso dalla telecamera di Report di Milena Gabanelli in una trasmissione sui rifiuti, si fa sfuggire un bel po’ di parolacce e una battuta sulla “coda alla vaccinara” che diventa un tormentone su Youtube e sui social network. Di Carlo si dimetterà.

Fini. Il 1 dicembre 2009 il sito Repubblica.it diffonde alcune frasi, scambiate e registrate a loro insaputa il 6 novembre di quell’anno, fra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, durante un convegno nella città abruzzese. Parlando del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Fini afferma che il premier «confonde la leadership con la monarchia assoluta» aggiungendo: «In privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi ‘statte quieto’ ».