Elezioni Abruzzo: Lega primo partito ma sotto il 30%. Centrosinistra unito scalza M5S (che crolla sotto il 20%)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2019 11:44 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019 21:03
Elezioni Abruzzo: Lega primo partito ma sotto il 30%. Centrosinistra unito scalza M5S (che crolla sotto il 20%)

Elezioni Abruzzo: Lega primo partito ma sotto il 30%. Centrosinistra unito scalza M5S (che crolla sotto il 20%)

ROMA – Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia, è il nuovo presidente della Regione Abruzzo, eletto con 299.949, il 48,03% dei voti, in base allo scrutinio di tutte le 1633 sezioni presidente. Segue Giovanni Legnini, centrosinistra, al 31,28%, poi Sara Marcozzi (M5S) con il 20,20%; il candidato di Casapound Stefano Flajani ha totalizzato lo 0,47% dei voti.

Quando mancano 8 sezioni da scrutinare il risultato per le liste è il seguente: la Lega in Abruzzo ha raggiunto il 27,54% dei voti alle regionali. Nel campo del centrodestra Forza Italia al 9,07%, FdI 6,44%, Azione Civile 3,25%, Udc 2,88%. Nel centrosinistra Pd all’11,13%, Lista per Legnini 5,56%, Abruzzo in Comune 3,88%, Progressisti 3,77%, Abruzzo Insieme 2,68%, Centro Democratico 2,34%, Centristi per l’Europa 1,31%, Avanti Abruzzo 0,54%. M5S è al 19,7%, Casapound 0,42%.

Il confronto con le Regionali 2014. Il Pd, terzo partito in Abruzzo, perde oltre il 14% di consensi rispetto alle regionali del 2014, quando aveva ottenuto 25,51% delle preferenze: il risultato odierno è al 11,15% con una perdita di oltre 105 mila voti. Anche Fi perde consenso rispetto alle ultime regionali, passando dal 16,75% del 2014 al 9,1%, perdendo oltre 58 mila voti. Il M5S perde oltre un punto di percentuale passando dal 20,99 del 2014 al 19,70%, con 23 mila voti in meno. FdI è il quinto partito in regione che raddoppia i suoi voti, passando dal 2,95% (si presentava con Alleanza Nazionale nel 2014) al 6,50%, con 38.813 preferenze. La Lega, primo partito in Abruzzo con il 27,52% nel 2014 non si era presentata alle regionali; alle politiche del 2018 aveva preso il 13,80% alla Camera e il 13,93% al Senato.

Il confronto con le Politiche 2018. Nella regione la Lega con il 27,5% diventa il primo partito che riesce addirittura a raddoppiare i consensi raggiunti alle politiche del 4 marzo 2018 (quando raggiunse il 13,9%). Frenata per il Movimento 5 Stelle, che non va oltre il 20% (19,7%) nei voti di lista, soprattutto se confrontato con il 40% delle Politiche del 4 marzo dello scorso anno. In calo il Pd, che questa volta con Legnini nella regione consegue un risultato (11,1%) in netta flessione rispetto al 14,3% delle politiche 2018 (14,3%) e soprattutto a quello delle regionali del 2014 (25,5%).

M5S ha perso 186mila voti rispetto al 2018. La debacle del M5S in Abruzzo è più evidente se confrontata alle politiche del 4 marzo scorso. In termini di voti dai 303 mila voti delle Politiche nella circoscrizione Abruzzo si passati ai 117.502 del voto alle regionali. E’ vero anche che da una affluenza del 75% si è passati al 53,11% e che si tratta di elezioni dal carattere diverso. Lo dimostra anche il confronto con i 4 collegi provinciali alle regionali e i 5 collegi uninominali: nel collegio di Pescara il 4 marzo scorso il M5S prese il 41,28%, alle regionali il 23,54%. A Chieti dal 41,15% al 24,32%, tenendo presente che nell’uninominale di Vasto il Movimento si era attestato al 42,98%. All’Aquila dal 32,98% al 13,33%. A Teramo dal 40,58% si passa al 18,31%.

Centrosinistra al 31,28%: sette liste intorno al Pd. Tuttavia, la coalizione di centrosinistra, che ha appoggiato l’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha raccolto un risultato significativo del 31,28%: oltre al Pd, erano 7, infatti, le liste a sostegno di Legnini, compresa quella di Liberi e Uguali che alle politiche del 2018 aveva corso in modo indipendente.