Esercito per buche Roma: sciocchezza morta in poche ore. Raggi aveva abboccato

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 dicembre 2018 12:27 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2018 12:27
Esercito per buche Roma: sciocchezza morta in poche ore. Raggi aveva abboccato

Esercito per buche Roma: sciocchezza morta in poche ore. Raggi aveva abboccato

ROMA – “Una grande vittoria per Roma e per i romani”, aveva esultato la sindaca Virginia Raggi annunciando l’intervento dello Stato al suo fianco che avrebbe mandato l’esercito per riparare le buche della Capitale. Bello, bello anzi bellissimo, ma non si farà. La grande vittoria è durata appena poche ore. Non si farà perché l’idea di utilizzare il genio militare per la viabilità capitolina è, per dirla con le parole di Massimo Gramellini, “una genialata”. Una genialata capace di scontentare esercito, ministro, aziende e Parlamento che ha bocciato l’emendamento.

Ad oltre due anni dal suo insediamento in Campidoglio, la sindaca Raggi aveva appena pochi giorni fa esultato per un nuovo comma comparso nella complessa manovra che il governo sta mettendo a punto. Un governo amico che aveva fatto gridare alla prima cittadina 5stelle: “Una grande vittoria per Roma e per i romani. Il governo sta mantenendo le promesse, ha stanziato i fondi per il rifacimento delle strade. Verrà impiegato l’esercito e il genio militare”. Ai romani più che una vittoria l’annuncio è in realtà suonato come l’ennesima sconfitta della loro città. Il tema delle buche era stato infatti cavalcato in campagna elettorale dai grillini con la promessa (che ad onor del vero moltissimi candidati sindaci hanno fatto loro nella storia di Roma dimenticandosene, puntualmente, una volta eletti) di sistemare le disastrate strade della città. Aveva annunciato niente meno che un piano Marshall. Trenta mesi dopo e dopo molte uscite social lo stato della rete viaria romane rimane però, letteralmente, un colabrodo. E allora ben venga l’intervento dell’esercito e passi anche che, nonostante i romani paghino tre le più alte addizionali comunali del Paese, la riparazione verrà pagata dallo Stato perché, quei soldi, sono stati evidentemente spesi altrimenti.

Ma l’esultanza della Raggi, oltre che discutibile, è stata anche intempestiva e anzi affrettata. Se i romani sarebbero infatti con ogni probabilità stati pronti anche a questo, nella speranza di avere strade normali, la soluzione esercito è apparsa subito per quello che è: una sciocchezza. In primis alla ministra Elisabetta Trenta, 5stelle come la Raggi, che appresa la notizia è prima saltata sulla sedia e poi, per ammorbidire la sua posizione, ha detto che “l’esercito interviene nelle situazioni di emergenza”. Cioè che per averlo a tappare le buche romane la sindaca avrebbe dovuto dichiarare lo stato di emergenza almeno per le vie interessate. E qui il concetto di ‘vittoria’ deve essere tornato a bussare alla porta della Raggi. Prima però che la sindaca avesse il tempo di dichiarare ufficialmente lo stato di prostrazione in cui versa la città che amministra, sul tema sono intervenuti ex capi di stato maggiore e i ‘sindacati’ dei militari che hanno spiegato come, sostanzialmente, si trattasse di una follia.

È una cosa gravissima – le parole di Luca Marco Comellini, segretario generale del sindacato – suggerisco un’alternativa: vadano i parlamentari a coprire le buche stradali della Capitale, visto che la giudicano un’opera talmente nobile, elevata e meritoria da scomodare i soldati dell’Esercito”. Critico anche il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa: “Ci troviamo davanti a un errato concetto delle Forze Armate e del loro impiego: certe forzature mi fanno venire subito l’orticaria”.

A mettere la parola fine è arrivata poi la bocciatura della commissione bilancio, con la vice ministra Laura Castelli pronta a precisare: “L’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà e sarà regolarmente finanziato. Stiamo effettuando una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve e che finalmente aiuterà la Capitale a risolvere l’annosa questione delle buche nelle strade”. La Castelli, la vice ministra diventata famosa per il ‘Questo lo dice lei’ rivolto a Pier Carlo Padoan che a Porta a Porta le illustrava il funzionamento dello spread.