Falso in bilancio torna reato: fino a 5 anni carcere, ok Senato a anticorruzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Aprile 2015 13:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2015 18:48
Torna il reato di falso in bilancio: fino a 5 anni di carcere, ok Senato

Torna il reato di falso in bilancio: fino a 5 anni di carcere, ok Senato

ROMA – Passa in Senato il decreto anti corruzione. Il testo ha ottenuto 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti e ora il decreto passa alla Camera. A favore hanno votato Pd, Area popolare, Autonomie-Maie-Psi. Contrari Forza Italia, M5s e Gal. Astensione dalla Lega Nord.

Qualche ora prima era stato superato il primo ostacolo al provvedimento. Con il via libera del Senato era tornato in Italia il reato di falso in bilancio anche per le società non quotate. Pene tra i 6 mesi e i tre anni se i fatti sono di lieve entità, mentre per le società quotate è stato votato un inasprimento delle pene per le false comunicazioni delle società per azioni da 1 a 5 anni di detenzione.

E’ stato approvato, dunque, con voto segreto (124 voti favorevoli, 74 contrari e 43 gli astenuti) l’articolo 8 del Ddl anticorruzione:  il falso in bilancio torna reato, nel senso che, rispetto ad oggi, non si dovrà più provare che le false comunicazioni o rappresentazioni falsate dei bilanci abbiano alterato il mercato o prodotto un danno alla società. La sola falsa comunicazione accertata è reato. Bocciato invece l’emendamento che voleva innalzare la pena a sei anni: la modifica avrebbe reso possibile l’uso delle intercettazioni.

Cosa prevede l’articolo 8  del disegno di legge anti-corruzione.

Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni.