Gioco d’azzardo, governo vs parlamento: stop alle slot costa 6 mld. Più dell’Imu

Pubblicato il 5 Settembre 2013 - 19:47 OLTRE 6 MESI FA

parlamentoROMA – Niente nuovi centri per il gioco d’azzardo online per 12 mesi. Una moratoria, che ha come obiettivo quello di evitare l’apertura di centri (legali) dove però in migliaia buttano quotidianamente somme considerevoli di denaro. Una dipendenza, come l’alcol o la droga, che a livelli patologici si chiama ludopatia.

La moratoria l’ha approvata il Senato, accogliendo una mozione della Lega su cui il governo aveva espresso parere contrario. Confusione in Aula, ma non è finita lì. Tempo qualche ora e il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti diffonde un comunicato. In sintesi, la nota spiega che sì, passi la lodevole lotta alla ludopatia, ma la mancata apertura di nuovi centri per il gioco comporta per lo Stato una perdita di miliardi. Di sei miliardi, precisamente. Considerando che l’abolizione dell’Imu 2013 sulla prima casa ha comportato per le casse statali un mancato introito di 4 miliardi, in pratica la mozione della Lega costa alle nostre casse un’Imu e mezzo.

C’è crisi, insomma, la nota di Giorgetti spiega che quei soldi servono e quella mozione rischia anche di far piovere centinaia di contenziosi da parte degli operatori che nel frattempo hanno ottenuto regolare concessione.

E’ su questo terreno che si è consumata, quindi, la lite tra governo e Parlamento. La mozione approvata, scrive Giorgetti, “è inapplicabile perché il Governo compirebbe un atto illegittimo”.

Il Governo – si legge nella nota:

“è fortemente impegnato a contrastare gli effetti sociali negativi legati ai giochi, come dimostra, tra l’altro, l’articolo 14 della delega fiscale all’esame della Commissione finanze della Camera, che prevede il riordino dell’intera materia. Per quanto riguarda la mozione approvata oggi al Senato, il dispositivo, come ha spiegato il Sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, è inapplicabile perché il Governo compirebbe un atto illegittimo determinando: un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione; la riapertura del contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010 a seguito della regolamentazione del mercato; lo spostamento in massa di giocatori verso il mercato illegale; la perdita della possibilità di contrastare, con strumenti mirati, il gioco problematico e patologico e l’accesso dei minori al gioco”.

Poi, nella nota, il riferimento a quel mancato introito:

”La moratoria prevista nella mozione determinerebbe, inoltre, una forte diminuzione delle entrate in una fase estremamente delicata per la finanza pubblica”. Il Governo, ”facendo affidamento sul sostegno del Parlamento e ritenendo che il Parlamento stesso debba riconsiderare la posizione espressa in data odierna, continuerà a monitorare con attenzione l’efficacia delle misure già introdotte per contrastare e prevenire la ludopatia, verificando anche se vi sia la necessità di predisporre ulteriori interventi per rafforzarle. Intensificherà, inoltre, le azioni di contrasto al gioco illegale e ai fenomeni di criminalità comunque connessi all’offerta e alla gestione del gioco. Il Ministro dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, nel condividere le valutazioni espresse dal Sottosegretario rispetto alla votazione avvenuta al Senato, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’On.le Giorgetti, ricevendone la disponibilità a proseguire nell’incarico”.