Giorno della Memoria, Mattarella: “Sbagliato dire che il Fascismo ebbe meriti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2018 15:07 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018 15:07
Sergio Mattarella durissimo contro il Fascismo nel giorno della Memoria

Giorno della Memoria, Mattarella: “Sbagliato dire che il Fascismo ebbe meriti”

ROMA – “E’ sbagliato dire che il fascismo ebbe alcuni meriti”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine della cerimonia al Quirinale, per celebrare il Giorno della Memoria, rivendica con decisione quell’articolo 3 della Costituzione, evocato dal leghista Attilio Fontana in difesa della razza bianca. Dopo la nomina della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, Mattarella torna a scagliarsi con forza contro il fascismo e le leggi razziali, di cui quest’anno ricorre l’80 anniversario.

“Sentir dire che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra, è un affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione”, ha ammonito Mattarella. “Razzismo e guerra – aggiunge – non furono deviazioni o episodi rispetto al modo di pensare” del fascismo “ma diretta e inevitabile conseguenza”.

“Il cammino dell’umanità è purtroppo costellato da stragi, uccisioni, genocidi- prosegue il Capo dello Stato – Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d’Europa”.

Una condanna senza appello: “Le leggi razziali rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagine infamante della nostra storia”. Con quelle leggi, continua Mattarella, “si rivela al massimo grado il carattere disumano e il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale”.

Il presidente invita a non “minimizzare i focolai di odio”. Il nostro Paese, aggiunge il capo dello Stato, ha la forza e la capacità di “fare i conti con la propria storia”, ottanta anni dopo l’infamia delle leggi razziali non bisogna aver paura di ricordare che “quelle leggi furono firmate di proprio pugno da Mussolini ma trovarono complicità e giustificazione all’interno dello Stato e della società dell’epoca: intellettuali, giuristi, scienziati, storici firmarono il Manifesto della razza che diede il supporto teorico a quella ingnominia”.

“La Repubblica italiana – sottolinea Mattarella – forte e radicata nella democrazia, non ha timore nel fare i conti con la storia d’Italia”. La Repubblica, non dimentica né nasconde “quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese con la complicità di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell’uomo. La Repubblica e la Costituzione – conclude – sono il baluardo perché tutto questo non possa più avvenire”.

“L’indicazione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, al suo art.3, rappresenta un monito, il presente ci indica che di questo monito vi era e vi è tuttora bisogno”. “Credo che tutti gli italiani – aggiunge – abbiano il dovere di riconoscere che un crimine turpe e inaccettabile è stato commesso, con l’approvazione delle leggi razziali nei confronti dei nostri concittadini ebrei”.