Gregoretti, Salvini si manda a processo da solo. Maggioranza diserta

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 20 Gennaio 2020 18:42 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2020 8:36
giunta senato ansa

Gregoretti, via libera al processo per Salvini. Nella foto, i banchi vuoti dell’opposizione nella Giunta del Senato (Ansa)

ROMA – La Giunta per le immunità del Senato ha respinto la relazione del presidente Maurizio Gasparri dando un sostanziale parere favorevole al processo a Matteo Salvini per la vicenda della nave Gregoretti.

Contro il “no” al processo decisivo il voto, come annunciato, dei cinque componenti della Lega dell’organismo, mentre gli esponenti della maggioranza non hanno partecipato alla riunione definita “illegittima”. La Giunta ha respinto la proposta di negare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno. A favore hanno votato i 4 di Forza Italia e Alberto Balboni di Fratelli d’Italia. Dato che i 5 della Lega hanno votato a favore ci si è trovati davanti ad un pareggio. In questo caso, il regolamento del Senato fa però prevalere i “no”.

Gregoretti, Gasparri: “Ho agito secondo regolamento”.

“Tutto si è svolto ai sensi delle decisioni della Giunta per il regolamento. La Lega, per valutazioni politiche, pur apprezzando il mio lavoro, ha votato contro la relazione. Io ribadisco che il comportamento di Salvini a mio avviso è stato in perfetta linea con le leggi dello Stato e dico a Marcucci che ha detto cose non vere, cioè che non esistono carte non consegnate. Quindi deve correggere le sue affermazioni perché le bugie non si possono dire”. Lo ha detto il presidente della Giunta delle immunità del Senato, Maurizio Gasparri, uscendo dalla riunione.

Gasparri, annunciando querele contro quelli che in questi giorni lo hanno insultato, ha aggiunto che “se si voterà o meno nell’aula del Senato c’è tempo fino all’ultimo giorno disponibile per deciderlo”. “L’Aula – ha aggiunto Gasparri – prenderà le sue decisioni. Se ci saranno o meno votazioni in aula dipenderà, come prevede il regolamento, dal fatto che ci siano o meno 20 senatori che lo chiederanno espressamente. Io il mio punto di vista l’ho illustrato e lo difendo. Ringrazio la senatrice Stefani per gli apprezzamenti sul mio operato e per le valutazioni fatte, io mi sono attenuto ai fatti”.

Gregoretti, Salvini: “Senatori Lega voteranno sì anche in Senato”.

Salvini, in un comizio a San Giovanni in Persiceto (provincia di Bologna) dove si trova in vista delle elezioni in Emilia Romagna di domenica prossima, ha commentato il risultato: “Sono un cittadino normale che ritiene che i magistrati debbano mandare in galera spacciatori e mafiosi, non ministri che hanno difeso il loro Paese”. Salvini ha poi aggiunto che  i senatori della Lega voteranno per l’autorizzazione a procedere per Salvini anche nell’aula del Senato: “Sì, sono testone. Sono curioso, faccio di testa mia e non ascolto i legali” che hanno sconsigliato il processo. “Sono stufo di passare le mie giornate rispondendo su processi e cavilli. Se mi condannano mi condannano, se mi assolvono mi assolvono. Partita chiusa!”.

Poi lancia un appello: “Apriremo un indirizzo email per tutti gli avvocati che vorranno partecipare alla difesa in questo processo. Magari ci sarà una difesa collettiva con 500 o mille avvocati”. 

La Lega intanto annuncia intanto un digiuno di solidarietà con il suo leader dopo il voto sul caso Gregoretti. L’ex ministro dell’Interno, dal palco di San Giovanni in Persiceto commenta:”Digiuno anche io, vorrà dire che stasera faccio una cena sostanziosa e domani eviterò tortellini, cappelletti e lasagne. Per un giorno. Non mi fa male, perché in questi giorni in Emilia Romagna penso di aver preso due chiletti”, ha detto.

In mattinata, al margine di un’iniziativa elettorale della Lega a Comacchio, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti e sul voto previsto per il pomeriggio della Giunta per l’immunità del Senato, Salvini aveva detto: “Guareschi diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto”. 

Questo invece il commento arrivato prima del voto da Erika Stefani. La senatrice ha parlato a nome dei componenti leghisti della giunta per le immunità di Palazzo Madama: “La maggioranza non solo vuole processare Salvini, ma pretende anche di decidere come e quando. Se la maggioranza pensa davvero che Salvini sia un sequestratore, l’ex ministro andrebbe fermato subito. La melina di Pd, 5S e Iv dimostra che è solo una vergognosa sceneggiata per colpire il leader della Lega. La vera sentenza sarà emessa dagli elettori di Calabria ed Emilia-Romagna, e per smascherare l’ipocrisia della maggioranza voteremo sì al processo”.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti aveva commentato dicendo che “Salvini sta usando un tema della giustizia per motivi politici e personali, come sul caso Diciotti e sul Russiagate. Quella della Gregoretti è una vicenda solo giudiziaria, ma lui pretende l’impunità”.

“Gli avversari si sconfiggono con la politica, ma chi rappresenta i cittadini lo giudichi leggendo le carte – aveva aggiunto ll leader del Pd prima del voto del pomeriggio -. Salvini è garantista su se stesso e giustizialista con gli avversari”. Secondo il segretario del Pd “la presidente del Senato Casellati ha compiuto un atto sbagliato, invece di garantire una terzietà si è schierata a favore della sua parte politica. Questo resta un vulnus, una funzione istituzionale molto importante non è stata rispettata”.

Anche Andrea Marcucci, il presidente dei senatori del Pd,era stato molto duro prima del voto: “Salvini e la Casellati hanno ottenuto il loro piccolo risultato. Il prezzo pagato è quello di scassare le istituzioni e di dividere nuovamente il centrodestra. Il Pd e la maggioranza parlamentare invece sono uniti nel difendere prima di ogni cosa la dignità del Parlamento, che è più importante dei problemi giudiziari di Salvini”. 

Infine il commento di Luigi Di Maio. Il minstro aveva parlato a margine del Consiglio Esteri Ue:  “Salvini è passato dal sovranismo al vittimismo, ma è solo tattica. Il nostro obiettivo come parlamento deve essere di lavorare per i cittadini, la magistratura si occuperà della questione Gregoretti. Ognuno si prenda le sue responsabilità”. 

Gregoretti, Conte: “Ho già chiarito mio coinvolgimento”.

Salvini, da San Giovanni in Persiceto definisce il Pd “vigliacco” e chiama in causa Di Maio e Conte. I due leader verranno chiamati a testimoniare nell’eventuale processo. Conte, ospite di “Sono le venti” di Peter Gomez, sul “Nove” replica così alle parole di Salvini: “Ho già chiarito sul mio coinvolgimento, poi non mi posso sostituire alle decisioni di Salvini, della Giunta o dell’Aula. In questo caso il ministro aveva fatto approvare un dl sicurezza bis che rinforzava le sue competenze, ha rivendicato a sè la scelta di se o quando far sbarcare le persone a bordo della Gregoretti. Circa il mio ruolo sull’indirizzo generale io ci sono”.  

Video Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev 

 

Gregoretti, il voto potrebbe non servire. 

E’ quanto mai contraddittoria l’intera storia dell’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per la vicenda della nave Gregoretti, prima con pareri diversi tra le procure coinvolte e poi con uno “scambio di ruoli” tra maggioranza e opposizione nel votare contro l’ex ministro dell’Interno.

Questi rischia pene che vanno dai sei mesi ai 15 anni, a seconda dell’interpretazione che il Giudice darebbe in caso di condanna nell’eventuale processo, oltre che la decadenza da parlamentare in base alla legge Severino.

La nave della Guardia Costiera Gregoretti fu bloccata da Salvini a Catania, il 26 luglio scorso, e poi dal 28 al 31 luglio nel porto di Augusta, dove si era recata su indicazione del Comando generale della Capitaneria di Porto. Già allora ci fu una diversa valutazione tra Procura di Catania, che il 30 luglio fece effettuare una ispezione sanitaria sulla nave, e quella di Siracusa, che il 31 sollecitò lo sbarco dei naufraghi. Anche a sbarco avvenuto, la magistratura ha considerato in modo diverso i fatti.

La procura di Catania ha aperto subito una indagine per sequestro di persona, chiedendo però a settembre l’archiviazione “per manifesta infondatezza della notizia di reato”. Il Tribunale della città etnea, dopo ulteriori indagini (e un nuovo parere alla Procura, che ha confermato la richiesta di archiviazione) ha invece deciso diversamente il 28 novembre, imputando a Salvini il “reato di sequestro di persona, aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché di avere commesso il fatto in danno di soggetti minori di età”.

La richiesta di poter processare Salvini davanti al Tribunale dei ministri è giunta in Senato il 18 dicembre scorso, e il 3 gennaio è iniziato l’esame in Giunta per le autorizzazioni a procedere, nello stesso giorno in cui il leader della Lega ha presentato la propria memoria. Secondo il Regolamento del Senato entro un mese la Giunta è tenuta a pronunciarsi, ma la data inizialmente fissata – il 20 gennaio – è stata rimessa in discussione vista la pausa dei lavori di Palazzo Madama per le Regionali.

La maggioranza, favorevole all’autorizzazione al processo, ha cercato di evitare il voto in Giunta prima delle urne temendo che Salvini potesse sfruttarlo elettoralmente in Emilia, mentre lo Stesso Salvini ha chiesto di pronunciarsi per il suo processo. E così la proposta del relatore, il presidente Maurizio Gasparri, volta a negare l’autorizzazione a procedere, è infine stata respinta grazie ai voti della Lega.

Entro i prossimi 30 giorni, in Aula potrebbe dunque arrivare il sì al processo anche se, sempre secondo il Regolamento di Palazzo Madama, l’Assemblea prende semplicemente atto delle decisioni della Giunta. A meno che 20 senatori presentino una mozione di segno opposto, che a quel punto dovrebbe essere votata.

Fonte, Agi, Ansa