Record per Improta. Conti in tasca al sottosegretario con 95 immobili

Pubblicato il 13 Gennaio 2012 9:13 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2012 9:16

ROMA – Dopo l’operazione trasparenza, lanciata dal quotidiano Libero, che ha rivelato il numero di immobili e il relativo valore catastale delle case dei ministri e sottosegretari del governo Monti, impressionante è stato per molti il record detenuto dal sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta.Quest’ultimo possiede, infatti, ben 96 fabbricati e 61 terreni.

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera è andato direttamente alla fonte. Dopo un minimo di reticenza Roncone è riuscito ad avere un colloquio con il sottosegretario Improta ottenendo le risposte. Precisa così il sottosegretario:

“Allora: premesso che tutto è frutto di eredità, e sorvolando sul fatto che i fabbricati sono in realtà 95 e non 96. Cominciamo a dire che le abitazioni sono in totale 41. Di cui solo 16 sono appartamenti di mia piena proprietà, tutti derivanti dall’eredità di mio padre, Improta Salvatore, industriale e costruttore.Poi ci sono altri 23 appartamenti, di cui ho però quota proprietaria pari al’8,33%, questi derivanti dall’eredità di Improta Pasquale, mio nonno, industriale e avvocato, che ebbe quattro figli: Concetta, Carmela, Maria e Salvatore, che era appunto mio padre. Quindi ho una casa a Roma e una all’Argentario, entrambe al 50% con mia moglie. E quindi 22 box e 23 magazzini, quasi tutti con quota proprietaria pari all’8,33%, e infine 4 cortili e 5 lastrici solari. Mio padre costruì delle palazzine e si tenne le terrazze condominiali, lasciandosi la possibilità, un giorno, di costruire altri piani. Ciò non è avvenuto: e io, per questo, risulto proprietario di 5 inutili terrazze condominiali”.

Poi passa in rassegna le proprietà terriere. Per l’esattezza sono 59 e tutti terreni agricoli che gli fruttano pochissimo. Anche i 16 appartamenti non gli rendono un granché: tutti a Napoli in zona Capodichino. Accatastati come abitazioni popolari e ultrapopolari e affittati regolarmente rendono circa 600 euro al mese ciascuno. Con il riconteggio degli estimi catastali il sottosegretario dovrebbe pagare una cifra stellare di Imu.

Comunque ci tiene a farsi fare i conti in tasca e specifica: “Non sono ricco. Sa a quanto ammonta la mia denuncia dei redditi? A circa 249 mila euro: 149 mila da stipendio, e i rimanenti 100 mila dalle rendite di appartamenti e terreni”.