Inchiesta sul porto di Imperia, Corriere: Scajola indagato per associazione a delinquere

Claudio Scajola

Secondo il Corriere della Sera l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, sarebbe indagato insieme con l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone per associazione a delinquere nell’inchiesta sul porto di Imperia. Con una certa falsa modestia possiamo dire che Blitzquotidiano aveva ampiamente dato notizia dell’inchiesta in cui è coinvolto Scajola in più occasioni durante l’estate. Ora, la notizia ufficiosa di una svolta nelle indagini viene trattata con grande risalto dal Corsera. Proprio in coincidenza con le rinnovate ambizioni di Scajola di tornare alla guida del Pdl. Pure coincidenza o piuttosto fuoco amico? Magari di qualcuno, nel Pdl, che vuole preventivamente evitare il ritorno di Scajola al fianco di Berlusconi, vedendolo come un possibile boomerang per l’immagine del partito?

Ricordiamo in cosa consiste l’inchiesta in cui è incappato Scajola. Il tutto gira intorno alla costruzione di un avveneristico porto a Imperia (1300 posti per yacht lunghi fino a 90 metri) costruito dalla società Acquamare di Caltagirone. Secondo gli inquirenti Scajola e Caltagirone avrebbero aggirato le norme sugli appalti pubblici e in particolare l’ex ministro dello Sviluppo Economico avrebbe fornito una “corsia preferenziale” a Caltagirone per ottenere quell’appalto per la costruzione del porto.

Nel 2005, infatti, la società Acquamare di Caltagirone acquisì il 33% del pacchetto azionario di ‘Porto Imperia spa’ e firmò con il Comune di Imperia un accordo per la costruzione del porto. Ora, la procura indaga sul fatto che non sia stato indetto nessun bando pubblico per quell’appalto e sospetta “trattative” non proprio limpide fatte da Scajola. La Acquamare, invece, sostiene che la ‘Porto di Imperia spa’ è una società a prevalente capitale privato e, per questo, non c’era bisogno di un appalto pubblico ma solo di un bando pubblico, effettivamente svolte dal Comune.

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