Ischia, Berlusconi intercettato: “Vogliono arrestarmi su ordine di Napolitano”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Aprile 2015 - 23:06 OLTRE 6 MESI FA
Ischia, Berlusconi intercettato: "Vogliono arrestarmi su ordine di Napolitano"

Ischia, Berlusconi intercettato: “Vogliono arrestarmi su ordine di Napolitano”

NAPOLI – C’è pure il nome di Silvio Berlusconi nelle carte dell’inchiesta della procura di Napoli sulle presunte tangenti a Ischia. L’ex Cavaliere sarebbe stato intercettato al telefono con il parlamentare Amedeo Laboccetta mentre dice che “i giudici, anche su ordine del Capo dello Stato (all’epoca Giorgio Napolitano, ndr) aspettano soltanto un suo passo falso per avere la scusa per arrestarlo”.

La telefonata, risalente allo scorso 11 maggio, è stata riassunta dagli investigatori in un’informativa ora agli atti dell’inchiesta di Ischia. Scrive l’Ansa che il telefono che i carabinieri avevano messo sotto controllo era quello di Labocetta. L’ex parlamentare Pdl era finito nel mirino degli investigatori in relazione ad alcuni suoi contatti con Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali della cooperativa CPL al centro dello scandalo e arrestato nei giorni scorsi.

In particolare, Simone aveva stretto rapporti con Alessandro Clementi, della Wave Investment partners di Roma,  una società che si occupa di gestione e recupero del credito al quale segnalava aziende che vantavano dei crediti, anche con la pubblica amministrazione, disposte a cederli alla Wave. E Laboccetta era stato da poco nominato presidente della società campana Gori che vantava qualcosa come 170 milioni di crediti nei confronti sia dei privati che della Pa.

“Laboccetta – si legge nel sunto di un’altra intercettazione – dice che sarebbe opportuno fare una manifestazione d’interesse perché una gara avrebbe tempi più lunghi, ma Simone si raccomanda di non spargere la voce sulla questione che stanno trattando, trovando d’accordo il suo interlocutore”.

In un successivo colloquio intercettato tra Simone e Clementi, annotano ancora i carabinieri,

“si parla del nuovo Decreto che è stato emanato e che stabilisce che solo le banche possono acquistare e scegliere i crediti relativi alla pubblica amministrazione”.

In questo contesto Clementi

“fa presente che ‘quella roba lì’ vista con Laboccetta non può farla con il decreto legge in questione. In conclusione Simone dice però a Clementi di andare avanti con ‘Laboccetta e company’ rassicurandolo che probabilmente il decreto decadrà”.

I carabinieri, riporta l’Ansa, annotano anche i “contatti frequenti” dello stesso Laboccetta “sia con l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che con l’ex deputato Marco Milanese“, in passato consigliere dell’ex ministro Giulio Tremonti e coinvolto in diverse inchieste.

In particolare, scrivono in una richiesta di proroga delle intercettazioni nei confronti di Laboccetta,

“l’11 maggio 2014 alle ore 11.31 Silvio Berlusconi tramite la sua segreteria chiama Amedeo Laboccetta con il quale parla, tra l’altro, della situazione di crisi sociale. Berlusconi dice inoltre che i giudici, anche su ordine del Capo dello Stato, aspettano soltanto un suo passo falso per avere la scusa ed arrestarlo”.

Nell’atto giudiziario in questione, datato 5 giugno 2014, così come in molti altri in cui il passaggio viene riportato, non c’è la trascrizione testuale della telefonata ma solo il sunto della conversazione.