L’irresistibile ascesa di Lady Guarguaglini “la signora degli appalti”

Pubblicato il 28 Novembre 2010 12:43 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2010 12:43

Marina Grossi

Carlo Bonini su Repubblica ricostruisce inarrestabile ascesa di Marina Grossi e della sua “Selex Sistemi Integrati”  di cui è amministratore delegato.

“La storia della torinese d’acciaio che giovanissima si imbarca come ingegnere elettronico, che scala le gerarchie aziendali prima di diventare la moglie del Capo, le sue interviste celebrative di una vita di “eccellenza professionale” prima nel ‘Mbda’, poi alle Officine Galileo, quindi all’Alenia Marconi System (poi “Selex”), diventano improvvisamente indizi del loro contrario”.

“E questo con un occhio agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma, che tratteggia la ‘Signora’ tutt’altro che indipendente nelle sue scelte, – spiega Carlo Bonini di repubblica – stretta come è tra Lorenzo Cola, il ‘consulente’ che non deve bussare alla porta di Guarguaglini e che con lui comunica con un ‘telefono cellulare dedicato’, e Lorenzo Borgogni, il capo delle Relazioni esterne di Finmeccanica che di Guarguaglini è da sempre l’alter ego. Quasi ne fosse sotto tutela. Comunque obbediente alle loro indicazioni che fanno di ‘Selex’ il perno del Sistema di corruzione degli appalti Enav. E dunque: fin dove poteva arrivare davvero l’autonomia della ‘Signora’? E dove, al contrario, diventava cruciale il peso dei “consigliori” del marito?”

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Spiega Carlo Bonini: “Se si deve stare a ciò che Cola racconta ai pubblici ministeri nei suoi ultimi interrogatori affrontati nel carcere di Rebibbia, la Grossi e la sua ‘Selex’ ‘ereditano’ nel rapporto con Enav un Sistema che li precede. ‘Il meccanismo delle sovrafatturazioni – dice Cola – era consolidato da tempo e serviva per creare fondi neri dai quali si attingevano soldi per manager e politici’. Dunque, la ‘Signora’ non deve fare altro che rendersene garante, lasciando che Cola e Borgogni, le appendici del marito, spiccino il lavoro sporco. Forse Cola dice la verità. Forse, e più probabilmente, la aggiusta a suo uso”.

Carlo Bonini riporta le dichiarazioni di Linda Lanzillotta, già ministro del secondo governo Prodi, oggi senatrice dell’Api e soprattutto consigliere di amministrazione dell’Enav, dal 2003 al 2006, primo governo Berlusconi. “‘Di quegli anni, ha un ricordo ancora nitido. A cominciare, dice, da “ciò che rapidamente mi fu chiaro’. ‘Finmeccanica, attraverso Alenia Spazio e Alenia Marconi aveva predisposto per Enav il software per il controllo del traffico aereo. Con una peculiarità, che già da sola mi appariva incredibile. Enav di quel software non era diventato proprietario. Pagava cifre colossali di affitto e manutenzione'”.

Ricorda ancora la Lanzillotta nel lungo articolo pubblicato oggi da Repubblica: “‘Presto mi resi conto che non solo Enav dipendeva da Finmeccanica per la tecnologia, ma che la tecnologia si portava dietro, del tutto inopinatamente, il mattone. Mi spiego. Se c’erano da assegnare appalti edili negli aeroporti, ecco che veniva regolarmente scelta una società segnalata dal gruppo Finmeccanica. Come se per quella azienda l’esclusiva su un software dovesse significare anche quella sulla ristrutturazione di qualsiasi altro manufatto aeroportuale, come i bagni della torre di controllo di Malpensa. Se poi qualcuno, come la sottoscritta, insisteva nel mettersi di traverso, il problema veniva risolto con la segretezza degli affidamenti. Insomma, Enav procedeva a un’arbitraria attrazione delle opere edili nella segretezza normalmente assicurata alla fornitura delle tecnologie'”.