Laziogate: pm chiede due anni di reclusione per Francesco Storace

Pubblicato il 15 Aprile 2010 14:10 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2010 14:11

Francesco Storace

Due anni di reclusione per Francesco Storace e condanne per altre sette persone sono state chieste oggi dal pubblico ministero, Francesco Ciardi, al termine della sua requisitoria, nel processo Laziogate, la vicenda che vede coinvolto l’allora presidente della Regione in merito ad alcune intrusioni abusive all’interno dell’anagrafe di Roma. Il pm ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per l’allora portavoce di Storace, Nicolò Accame, tre anni per Mirko Maceri ex direttore tecnico della società Laziomatica.

Per l’investigatore privato Pierpaolo Pasqua il magistrato ha chiesto 2 anni e due mesi di carcere mentre per Vincenzo Piso, all’epoca dei fatti vicepresidente del consiglio comunale, il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Condanna a due anni chiesta, invece, per Tiziana Perreca, Nicola Santoro e Romolo Reboa mentre per Daniele Caliciotti è stato chiesto un anno di reclusione.

Per gli imputati i reati contestati vanno, a vario titolo, dall’accesso abusivo a sistema informatico, alla violazione della legge sulla privacy e al favoreggiamento. L’accusa è quella di interferenza nel corretto svolgimento delle elezioni regionali del 2005, ostacolando la lista Alternativa Sociale capeggiata da Alessandra Mussolini.

Secondo l’impianto accusatorio Storace avrebbe chiesto ai suoi tecnici di introdursi all’interno dell’anagrafe di Roma per verificare l’esistenza di eventuali firme false prodotte per presentare la lista della Mussolini. L’intrusione nel sistema informatico capitolino avvenne il 9 marzo del 2005.