Bossi da Pontida: “Berlusconi sei in discussione… te la sei fatta sotto”

Pubblicato il 19 Giugno 2011 - 21:30 OLTRE 6 MESI FA

BERGAMO – “Caro Berlusconi, la tua premiership è in discussione alle prossime elezioni, se non verranno approvate le nostre richieste”. Così Umberto Bossi, accolto con un tifo da stadio a Pontida (BG) da migliaia di militanti leghisti (“siamo 80 mila, ha detto Calderoli”) e una foresta di bandiere con la croce di San Giorgio e il Sole delle Alpi hanno accolto sul pratone il leader del Carroccio.

“Conquisteremo la libertà della Padania”, ha esordito Bossi. Poi subito il riferimento alla riforma fiscale: “Berlusconi dice di alzare le tasse, Tremonti dice che non si può perché i mercati ci farebbero fare la fine della Grecia. La guerra in Libia ci è costata un miliardo di euro tra bombe e immigrati che sono arrivati qui, tutti i clandestini arrivano dalla Libia”.

Quindi il messaggio di Bossi a Tremonti: “Lascia stare i Comuni, soprattutto quelli virtuosi, che i soldi li hanno”. Ci vuole un nuovo patto di stabilità. E l’attesa stoccata al premier: “Se staremo con Berlusconi? Dipenderà dalle scelte che saranno fatte. Il sostegno della Lega a Berlusconi potrebbe finire con le prossime elezioni politiche”.

Subito un esempio: “Tremonti ha fatto delle cose vergognose che neanche la sinistra aveva fatto. Già da martedì voteremo un decreto che mette i paletti all’azione di Equitalia”. Accanto a Bossi sul palco il ministro Roberto Calderoli, che ha parlato nelle pause del discorso del leader. Bossi è tornato anche sulla Scuola superiore di magistratura a Bergamo inaugurata sabato, sempre sostenendo la necessità che “anche un po’ di lombardi diventino magistrati” e lamentandosi di esser stato criticato.

Bossi ha poi mostrato dal palco, tra gli applausi, una targa del suo Ministero e un volume con la Villa Reale di Monza in copertina. Il leader della Lega ha spiegato che lui e Roberto Calderoli hanno già firmato “due decreti ministeriali” per il trasferimento in Lombardia: “Il mio Ministero e quello di Calderoli – ha detto – verranno in Lombardia a Monza, dove il sindaco ci ha messo a disposizione una sede” presso la Villa Reale della città brianzola.

“Sui Ministeri Berlusconi aveva già firmato il documento poi si è cagato sotto”, ha detto Bossi. “Che senso ha avere un ministero dell’Industria a Roma? A Roma c’è solo la cultura della burocrazia. Tutti i giorni saremo lì”. Le grida di “secessione, secessione” e “libertà, libertà” da parte dei manifestanti hanno intervallato il discorso di Bossi.

Un passaggio del discorso di Bossi è stato invece fischiato: “Se adesso facciamo cadere Berlusconi favoriamo la sinistra. Non ci prenderemo la responsabilità di far andare in malora il Paese”, ha detto il Senatur, sottolineando che se si andasse alle elezioni subito “questo sarebbe un momento favorevole alla sinistra”. Bossi ha incassato i fischi, poi ha ripreso: “Non ci prenderemo la responsabilità di mandare in malora il Paese, ma può darsi che la gente ci dica stop, basta con Berlusconi, ed allora dovremo decidere tutti assieme”.

Le ripetute grida di “Secessione, secessione” da parte dei manifestanti hanno intervallato e a volte quasi interrotto il discorso di Bossi, che ha replicato a braccio: “Questo è il risultato che si otterrà se si continua a trattare il nord come un somaro per trascinare tutta la macchina costosissima, non vedo possibilità”. E di nuovo, dopo esse stato interrotto dalle stesse urla: “Bisogna che Tremonti si ingegni dove tagliar gli sprechi per ridurre la pressione fiscale, è necessario, ce lo chiede la gente. Saremo ancora più incazzati”.

Il leader leghista non ha mai però pronunciato la parola secessione e ha continuato a parlare di battaglia per il federalismo. Prima di congedarsi al grido di “Padania libera”, Bossi ha di nuovo paventato lo “stop” a Berlusconi, accolto da grandi appalusi.