Lettera scontenti tiene banco nel Pdl: per Berlusconi è una bufala

Pubblicato il 28 Ottobre 2011 - 22:37 OLTRE 6 MESI FA

ROMA, 28 OTT – Per Silvio Berlusconi ''e' una bufala di cui non abbiamo traccia''. Ma la lettera che i cosiddetti 'scontenti' del Pdl avrebbero fatto circolare chiedendo la firma ai loro colleghi ha fatto molto discutere nel Pdl. Tra polemiche e precisazioni, il documento viene definito un falso, una non notizia, una vecchia lettera tirata fuori ad arte per metter in cattiva luce il premier promosso a Bruxelles, un fantomatico documento anonimo, un colpo basso. Alcuni parlamentari del Popolo della liberta' escono comunque allo scoperto e confermano di conoscerla e di averne preso visione.

In giornata sono intanto proseguite le smentite di coloro che, pur non citati tra quelli a cui e' stata chiesta la firma, hanno voluto prendere le distanze dal documento. Anche se Gaetano Quagliariello, vice capogruppo del Pdl al Senato, spiega cosi' la vicenda': ''La cosiddetta 'lettera degli scontenti' sembra un inedito di Pirandello: nessuno l'ha scritta, nessuno l'ha firmata. L'impressione e' che fosse un vecchio documento chiuso nel cassetto e pronto ad essere tirato fuori nel caso in cui le cose a Bruxelles non fossero andate bene. Di fronte alla scossa positiva provocata per il nostro Paese dall'iniziativa del presidente del Consiglio, qualcuno inesperto di politica l'ha tirata fuori e cosi' l'ha bruciata''.

Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera, spiega il documento esiste ma nessuno lo firmera' perche' i tempi non sono piu' quelli giusti: ''La lettera e' stata fatta non calcolando i tempi della politica e pensando di cavalcare una eventuale decisione negativa dell'Europa sul documento che il governo ha presentato. L'estensore della lettera, quando si e' reso conto del parere favorevole di Bruxelles, dopo aver buttato la pietra e' stato obbligato a ritirare la mano'', dice.

Tra giallo sull'esistenza della lettera e il 'cartellino rosso' per chi (agenzie, siti web, telegiornali e quotidiani) ha diffuso la notizia, la questione continua a tenere banco. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto dice ''basta con la diffusione di lettere anonime''.

''In questa vicenda, infatti – afferma rivolgendosi all'ANSA – non solo, correttamente, non viene dato conto di chi abbia consegnato l'anonimo (tra l'altro non si sa quando datato) al giornalista, ma non e' dato conoscere, scorrettamente, neanche il nome di un singolo firmatario di tale fantomatico documento. In definitiva, o si fanno nomi e cognomi di quanti hanno effettivamente firmato la lettera, oppure la stessa lettera semplicemente non esiste in quanto potrebbe averla scritta chiunque''.

Il suo omologo al Senato Maurizio Gasparri chiede che ''gli organi professionali riflettano su vicende simili'' e concorda nel dire che ''e' un fatto molto grave che vengano diffusi da agenzie documenti 'anonimi', evocando poi nomi di parlamentari che hanno decisamente smentito loro presunte adesioni a fronde o non si sa a che''.

Interviene anche l'ufficio stampa del Pdl: ''Poiche' la lettera non e' firmata, non c'e' nessun dissidente. Quando qualcuno, se mai esiste decidera' di uscire dal comodo anonimato e avra' il coraggio di mettere la sua faccia di fronte ad una legittima, anche se non condivisibile, posizione politica, allora prenderemo atto dell'esistenza all'interno del partito di un punto di vista minoritario e diverso da quello di un pieno e convinto sostegno al premier Silvio Berlusconi''. Ma un altro esponente del Pdl, Fabio Gava, conferma che la lettera in cui si chiede un 'cambio di passo' a Berlusconi c'e' e di averla anche letta chiarendo che a suo avviso, dopo l'esito del Consiglio europeo, alcuni contenuti sono modificabili. Lo stesso fa Giuseppe Saro il quale, dicendo di non conoscerne l'estensore, conferma tuttavia che il documento e' circolato tra Camera e Senato ed e' stato valutato ''da piu' deputati e senatori''. L'opposizione ricorda che da mesi i retroscena giornalistici parlano di fibrillazioni nella maggioranza, con tanto di nomi e cognomi di coloro che al premier chiedono un cambio di passo. ''Se firmassero la lettera degli scontenti tutti quei deputati del Pdl che dicono le stesse cose a voce, non basterebbero tre o quattro fogli per raccogliere tutte le firme'', commenta il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini. E Enrico Letta, vicesegretario del Pd: ''Dobbiamo dare credito all'iniziativa degli scontenti e dire a tutto il Pdl di muoversi perche' e' l'ultima finestra per dare al nostro paese un governo che sia in grado di stabilizzare la situazione, sia in grado di dare all'Europa un'Italia piu' credibile''. Anche per Idv e Udc la vicenda dimostra ''la visione deviata dell'informazione e delle istituzioni che abita nel centrodestra''. ''Il documento diffuso ieri dall'ANSA – e' la replica della direzione dell'agenzia – e' stato consegnato ai colleghi della redazione parlamentare da un deputato del Pdl al quale gli autori della lettera avevano chiesto la firma. L'ANSA ha ritenuto di pubblicare la notizia considerandola rilevante per l'evoluzione della situazione politica cosi' come hanno fatto altre agenzie, telegiornali, siti web e quotidiani. L'ANSA ha contestualmente dato conto che l'iniziativa era in divenire ed ha precisato che non era possibile sapere, al momento, chi avesse firmato la lettera fornendo cosi' a tutti gli elementi per una attenta valutazione. Naturalmente l'ANSA tutela le fonti, spetta eventualmente ai promotori dell'iniziativa assumerne la paternita'''..