M5s, Daniele Martinelli lascia la comunicazione. Veleni su Biondo e Messora

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2013 17:48 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 17:50
Daniele Martinelli

Daniele Martinelli

ROMA – Prova non superata. Si chiude dopo tre mesi l’esperienza di Daniele Martinelli al gruppo di comunicazione del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati. Un addio, quello di Martinelli, non senza veleni nonostante il diretto interessato sul suo blog esordisca con un “meglio così”.

Eppure quel blog, quello personale, è stato proprio uno dei fattori di frizione tra Martinelli e Nicola Biondo, responsabile della comunicazione dopo di lui. Ma cosa non ha funzionato? Scrive Martinelli:

Non faccio più parte del gruppo Comunicazione alla Camera del Movimento 5 stelle. Non ho superato il periodo di prova di tre mesi, ma è stato meglio così. Non potevo sperare di essere assunto da “cuoco” dopo aver fatto soltanto il lavapiatti. Sarà perciò che mi è stato detto che “qui sei sprecato“. Non ne ho avuto dubbi fin dai primi giorni, quando mi sono trovato in rotta di collisione con Nicola Biondo, il responsabile della comunicazione a Montecitorio nominato al mio posto. Pretendeva chiudessi il mio profilo Facebook e pure il blog per “eccesso di trasparenza”, sotto la costante minaccia di chiedere le mie dimissioni col solito refrain: “Ricordatevi: prima che salti io, saltate voi“. 

Ma oltre a quello con Biondo, Martinelli ha avuto un rapporto difficile anche con Claudio Messora. Sempre nel suo post di congedo scrive

Non posso sapere come la pensava Biondo su alcune proposte che gli inviavo via mail, perché manco a quelle rispondeva. Lui è un cronista di carta stampata che non ha la più pallida idea di come funzioni un gruppo liquido avvezzo alla rete. Dev’essere per ciò se il capo della comunicazione alla Camera passava le sue giornate al Senato alle calcagna di Claudio Messora, il Piccolo Becchi, che in luglio, nell’unico scambio di mail che c’è stato, dopo avermi dato del lavativo, in visione a tutto il gruppo comunicazione e ai capigruppo di Camera e Senato, vergava:

“Con il permesso di Biondo, se non muovi il culo e fai le quattro minchiate che ti abbiamo chiesto, farò in modo che tu possa andare a prestare la tua preziosa opera là dove sicuramente non serve a nessuno (e dove potrai quindi non causare danni alle attività del MoVimento).”