Monti, sfida a Berlusconi: “Vuoi la commissione d’inchiesta? Facciamola”

Pubblicato il 2 Gennaio 2013 - 10:27 OLTRE 6 MESI FA
Mario Monti (Foto Lapresse)

ROMA – Suona come una sfida la risposta di Mario Monti a Berlusconi: una commissione d’inchiesta sulla nascita del governo tecnico? Ovvero sugli eventi che hanno portato alla caduta precoce di Berlusconi? Facciamola pure, risponde Monti:”Un’idea interessante, stravagante, tardiva. Ma ben venga”.

Parla in radio Monti, altro tema: Bersani e il Pd. L’ormai capo-coalizione di centro non sembra voler chiudere al segretario, purché si facciano le riforme. Non si definisce né di destra né di sinistra. E quanto al programma la priorità è snellire lo Stato, sia con il taglio ai parlamentari, sia immaginando un processo di formazione delle leggi più semplice. Quanto ai temi etici (nozze gay, biotestamento, fecondazione assistita…), per ora non sono nel programma montiano.

Monti chiarisce alcuni punti del suo programma: ”Riduzione del numero dei parlamentari e semplificazione del processo legislativo e organizzazione territoriale dello Stato”. Secondo Monti, ”serve una legislatura costituente. Ciò che è da fare non è nuovo, ciò che è mancato è lo spirito e la volontà coesa per farlo. Spero che la prossima legislatura faccia capire agli italiani che c’è un interesse comune e che occorre battersi affinché l’Italia non sia una Cenerentola e che non si parli di complotti contro l’Italia. Siamo seri, siamo adulti…”.

Poi, la risposta al leader Pd: ”A Bersani dico: io sto per le riforme che rendano l’Italia più competitiva e creino più posti di lavoro; ma è difficile ragionare su dove uno sta. Io scendo in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti ma fortemente per difendere determinate idee”.

I temi etici ”per ora non saranno al centro del programma” di un eventuale nuovo governo Monti. ”Il nostro – spiega – è un movimento di cattolici e laici con sensibilità diverse e che dà un valore centrale alla persona. Per costruire una coalizione larga i temi a valenza etica, pur essendo più importanti che creare lavoro, fanno meno parte dell’urgenza. Ora bisogna lasciare più spazio alle coscienze individuali ed al Parlamento. Per ora, ferma restando vigorosissima tutela persona e vita, i temi etici non saranno al centro del programma”, conclude Monti.