“Meno tasse e più liberalizzazioni”: obiettivi di un governo al termine

Pubblicato il 1 Gennaio 2013 13:38 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2013 13:57
"Meno tasse e più liberalizzazionI": obiettivi di un governo al termine

Il presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti (Foto Lapresse)

ROMA – Via i privilegi delle lobby, pressione fiscale ridotta di un punto per le aliquote più basse e servizi locali aperti alla concorrenza, soprattutto per quanto riguarda carburanti e Poste: sono gli obiettivi del governo raccolti nel documento “Analisi di un anno”.

Sulla spending review ”non bisogna fare passi indietro e soprattutto non bisogna cedere alle sirene delle lobby e di chi non vuole rinunciare ai propri privilegi”, scrive il governo, secondo il quale ”l’azione è appena iniziata”: ”non è ragionevole un cambiamento epocale in un tempo così ristretto”.

Per l’esecutivo tecnico ”l’obiettivo è di ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per dare respiro alle fasce più deboli”. “Bisogna completare la delega fiscale: la non approvazione lascia una lacuna da colmare al più presto”

”Un settore in cui sui avverte la necessità di aprire alla concorrenza sono i servizi pubblici locali” gestiti in gran parte in modo diretto con un risultato di ”un servizio spesso scadente che pagano i cittadini e le stesse amministrazioni”, è scritto nel capitolo liberalizzazioni, dove chiede interventi sulla distribuzione dei carburanti, fermata dal Parlamento, e propone la separazione tra Banco-Posta e Poste italiane.

Sui servizi locali il governo spiega che ”prendendo atto dell’esito del referendum corre investire ancora, e molto, nel comparto delle risorse idriche e nei settori in cui ci sono maggiori spazi di apertura alla concorrenza: i trasporti pubblici e i rifiuti”.

Nel capitolo liberalizzazioni, dopo aver ricordato le misure adottate, il governo non nasconde il disappunto sul fatto che ”per il settore della distribuzione dei carburanti la proposta del governo, che prevedeva la possibilità di aggregazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, è stata cancellata durante la conversione in Parlamento”.

Viene affrontato anche il capitolo banche e assicurazioni: ”Anche qui sono i cittadini i primi a pagare le conseguenze della mancata attuazione delle riforme. Nel settore bancario bisogna pensare alla separazione tra BancoPosta da Poste Italiane per sottrarci alle preoccupazioni concorrenziali che riguardano l’abbinamento effettuato dagli intermediari finanziari delle polizze assicurative ai contratti di finanziamento”.

”Nel settore assicurativo, prosegue poi l’analisi, il governo è a buon punto. Ma la disciplina delle clausole anticoncorrenziali nella responsabilità civile auto deve essere integrata e completata. Dobbiamo impedire che si instaurino rapporti di esclusiva tra compagnie e agenti e rimuovere gli ostacoli alla collaborazione tra gli intermediari che appartengono a differenti reti distributive”.

Per quanto riguarda poi le riforme dell’accesso alla professione di avvocato il governo nel documento parla di “poderose” “pressioni opposte e contrarie al tentativo di aprire ai giovani e rendere il mercato dei professionisti più aperto, meritocratico e competitivo”.