Montezemolo: “In campo per un Monti bis, ma non rivendico ruoli o leadership”

Pubblicato il 30 settembre 2012 8:55 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2012 10:52

Luca Cordero di Montezemolo (Lapresse)

ROMA – ”E’ necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice e liberale con l’obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti”. Il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera spiega che si impegnerà ”personalmente perchè questo progetto abbia successo” ma ”senza rivendicare alcun ruolo o leadership” perchè ”il problema italiano è cambiare, non comandare. Cambiare un sistema, non qualcuno”.

Montezemolo quindi spiega:

Occorre che il Paese prenda atto della disponibilità del premier a continuare il suo lavoro. E oltre a Monti, occorre mettere in campo una politica diversa da quelle del passato che ci hanno portato sin qui, in una posizione desolante che l’Italia non merita. Spingerò l’associazione a dare una mano alla prospettiva di un Monti bis con uomini e donne nuovi. Con idee nuove. Per far nascere una nuova politica. Perchè ormai lo spettacolo che sta dando la politica è passato dal cinepanettone all’horror di serie b. Per questo la prossima legislatura, che deve avere come grande tema la crescita, non può che essere costituente, è impossibile pensare di tornare alla conflittualità permanente della Seconda Repubblica”.

Montezemolo fa poi il punto su eventuali alleanze con altri partiti:

Niente alleanze né con il Pdl né con il Pd ma dialogo con le persone responsabili, perchè occorre dare finalmente un approdo agli elettori liberali, democratici e riformisti che non si riconoscono nei due principali partiti e non possono essere condannati a disperdere i loro voto in piccoli partiti ma in un grande soggetto che abbia l’ambizione di essere il primo partito. Renzi? E’ un fatto nuovo – risponde – una bella dimostrazione di democrazia.

Quanto all’Udc, non ho nessun pregiudizio, ma non credo basti cambiare la cornice o il simbolo, o reclutare due o tre figure della società civile, per realizzare operazioni di vero rinnovamento. Se invece non si pensa a una Udc 2.0, un remake dello stesso film ma a contenuti, idee e rinnovamento vero della classe dirigente allora vale assolutamente la pena aprire un dialogo, senza tatticismi perchè il tempo in cui si poteva essere per il rigore a Roma e per gli sprechi in Sicilia è finito.

Repubblica parla invece di un passo indietro di Montezemolo:

Finisce qui il tormentone sull’impegno di Luca di Montezemolo in politica. Anzi, è finito giovedì quando Mario Monti, da New York, ha offerto se stesso per la guida del governo anche dopo il 2013. “Io non chiedo né ruoli né incarichi – dice adesso il presidente di Italia Futura -. Tantomeno chiedo posti o leadership”. Il leader c’è già e non sarà lui, dunque. “Bisogna che il Paese prenda atto della disponibilità del premier a continuare il suo lavoro”. Montezemolo esce così da un limbo durato cinque anni imboccando la porta di una discesa in campo non diretta, non personalistica. Una “ritirata strategica” che non significa improvviso disimpegno. L’imprenditore si candida a reclutare associazioni, sigle, cittadini e società civile per aggregarli nel nucleo fondativo di una lista Monti. E presentarsi in questo modo alle prossime elezioni.

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