Napolitano: “Decreto irricevibile”. Il ‘no’ manda a gambe all’aria l’accordo Berlusconi-Bossi

Pubblicato il 4 Febbraio 2011 13:45 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2011 14:00

Giorgio Napolitano

ROMA – Aveva detto che “non pensava e non credeva ci sarebbero stati problemi da parte del Quirinale”. Aveva appena finito di dirlo da Bruxelles, che Silvio Berlusconi ha ricevuto la lettera di Napolitano in cui il decreto sul federalismo, approvato nella sera di giovedì, è giudicato “irricevibile”.

“Non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta di emanazione non essendosi con tutta evidenza perfezionato il provvedimento per l’esercizio della delega che sancisce l’obbligo di rendere comunicazione alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità agli orientamenti parlamentari”.

Fuor dal linguaggio giuridico del Quirinale questo vuol dire che la Presidenza della Repubblica ritiene scorretto che il governo emani un decreto su una materia di grande importanza che non aveva ricevuto il sì della commissione parlamentare bicamerale. Commissione che nel pomeriggio di giovedì aveva non approvato il federalismo comunale fermandosi su un pareggio numerico, 15 a 15, che era un sostanziale stop politica al provvedimento. Napolitano dunque dice al governo che se il Parlamento non dà il via il governo non può saltare l’ostacolo con lo strumento di un decreto.

E’ un colpo diretto alla strategia di Umberto Bossi che aveva voluto e imposto il decreto come condizione per continuare ed andare avanti. Bossi che prima della lettera del Quirinale, con il decreto ottenuto in tasca, aveva detto che questa era la condizione “per non andare alle elezioni”. Ora questa condizione cade. Si apre dunque un nuovo diretto conflitto tra la Presidenza della Repubblica e il governo, tra Napolitano e Berlusconi ma soprattutto si annulla la base dell’accordo tra Berlusconi e Bossi per andare avanti.