‘Ndrangheta, arrestato il boss Neri: avrebbe convogliato voti al pdl Abelli

Pubblicato il 13 luglio 2010 10:51 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 13:29

Giancarlo Abelli

Pino Neri, boss della ‘ndrangheta in Lombardia arrestato oggi per associazione mafiosa nel maxi-blitz di carabinieri e polizia, avrebbe convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio Chiriaco, direttore della Asl di Pavia, anche lui finito in carcere per associazione mafiosa e corruzione.

Neri, ritenuto il capo assoluto della mafia calabrese in Lombardia, avrebbe indirizzato, su indicazione di Chiriaco, voti a favore del deputato del Pdl Giancarlo Abelli, che risulta estraneo ai fatti e non è indagato.

Stando alle indagini, il boss Neri avrebbe indirizzato voti a favore di Abelli nelle ultime elezioni regionali lombarde del marzo scorso. Giancarlo Abelli venne eletto consigliere regionale nella circoscrizione provinciale di Pavia e il 25 maggio scorso lasciò l’incarico per continuare il suo impegno di deputato in Parlamento. Gli esponenti della ‘ndrangheta avrebbero avuto contatti con amministratori pubblici locali, in particolare nella zona di Pavia. Tra gli indagati figura l’assessore comunale pavese e avvocato (ex difensore del chirurgo Pier Paolo Brega Massone, il principale imputato al processo con al centro la Clinica Santa Rita) Pietro Trivi, accusato di corruzione elettorale, perché avrebbe dato soldi in cambio di voti.

In particolare, dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti risulterebbero banconote infilate in una busta per comprare preferenze elettorali nel maggio del 2009, un mese prima delle elezioni comunali a Pavia.

Nel punto dell’ordinanza in cui si contesta la corruzione elettorale a Carlo Antonio Chiriaco in concorso con Cosimo Galetti, infermiere ospedaliere, e Pietro Trivi, si fa riferimento a una conversazione telefonica in cui si parla di banconote inserite in una busta. Una somma, poche migliaia di euro, che secondo gli inquirenti sarebbe stata data a Galetti per comprare preferenze elettorali, circa 150 voti.

Il boss Pino Neri sarebbe stato ‘eletto’ con un vero e proprio brindisi durante una cena a Paderno Dugnano, nel Milanese. Alla riunione avrebbero partecipato diversi esponenti della ‘ndrangheta che hanno deciso di eleggere Neri come boss lombardo.

La centralità della struttura messa in piedi dagli ‘ndranghetisti nella regione del Nord sarebbe testimoniata anche dal nome dato all’organizzazione, ”La Lombardia”, appunto, e si risconterebbe anche dal numero degli arresti effettuati dalle forze dell’ordine proprio in Lombardia, circa la metà dei 300 eseguiti nell’operazione. Il boss avrebbe dato vita a una organizzazione diversa dalla classica struttura ‘ndranghetistica, non solo orizzontale ma anche verticale, una specie di organo di coordinamento.