Pasticcio liste, il Tribunale di Roma: “Documentazione del Pdl insufficiente”

Pubblicato il 10 Marzo 2010 13:49 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 13:49

Il tempestivo ingresso del delegato Pdl nel Tribunale di Roma per presentare la lista provinciale per le elezioni regionali del Lazio è irrilevante; piuttosto, all’interno del plico presentato non c’erano i documenti necessari prescritti dalla legge per la presentazione delle liste. È la motivazione con la quale l’Ufficio centrale circoscrizionale del tribunale di Roma, presieduto da Anna Argento, ha ricusato la lista del Pdl.

«All’interno della scatola – si legge nel provvedimento – è stato rinvenuto esclusivamente l’elenco dei sottoscrittori e i relativi certificati elettorali». Per i giudici, all’interno della scatola, non erano presenti «la dichiarazione di presentazione della Lista provinciale dei candidati Pdl, né la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, né la dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali, né la copia di un’analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della Lista regionale, né i certificati elettorali dei candidati, né il modello del contrassegno della Lista provinciale, né l’indicazione di due delegati autorizzati a designare i rappresentanti della Lista».

I giudici hanno inoltre ritenuto che nel caso che hanno esaminato, «irrilevante appare il tempestivo ingresso del delegato di lista Pdl nei locali del tribunale stante la carenza di prova che lo stesso fosse munito della prescritta documentazione, ricavandosi, viceversa, significativi indizi in senso contrario dal decritto contenuto della scatola nonché dalla circostanza che soltanto alle 17 del 27.02.2010 i delegati alla presentazione della lista provinciale del Pdl hanno formulato istanza al fine di poter completare, ora per allora, il deposito della Lista provinciale, integrando la documentazione in loro possesso con quella attualmente collocata all’interno degli uffici atti alla ricezione delle liste, con ciò fornendo implicita conferma dell’incompletezza della documentazione originariamente introdotta nei locali del tribunale».