Vitalizi ai parlamentari: Cicciolina sì, Pivetti no

Pubblicato il 30 Novembre 2011 9:02 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 9:31

ROMA – La riforma delle pensioni di Mario Monti tocca anche la casta: circa duecento deputati dovranno aspettare di aver compiuto 65 anni per avere diritto all’assegno. Mentre tutti i “nuovi arrivati” si vedranno applicare il metodo contributivo.

I Presidenti di Camera e Senato hanno deciso di far partire il metodo contributivo dal primo gennaio prossimo per i vitalizi, e di mandare senatori e deputati in pensione più tardi. La decisione dei presidenti delle Camere dovrà essere ratificata dagli uffici di presidenza, ma le presidenze di Camera e Senato non si aspettano sorprese.

Tra i deputati che vedranno allontanarsi la data della pensione ci sono l’ex presidente della Camera Irene Pivetti e la deputata del Pd Giovanna Melandri: per la prima, terza carica dello Stato a 31 anni, i 6203 euro lordi di pensioni non arriveranno al compimento dei 50 anni, nel 2013. E al Corriere della Sera dice: “Non sono per nulla scioccata. È un segnale giusto, di questi tempi non si può fare la lagna.  Io vivo del mio lavoro… E comunque mi piacerebbe che le nuove regole si applicassero anche fuori dal Parlamento, a cominciare da magistratura, Corte dei Conti e Consiglio di Stato”.

Per l’ex ministro dell’Ambiente Melandri, nata il 28 gennaio del 1962, la pensione sarebbe dovuta arrivare tra due mesi l’ex ministro. Ora, invece, se le novità diventeranno operative, dovrà aspettare altri dieci anni.

Chi invece ce l’ha fatta per un soffio è Ilona Staller, in arte Cicciolina: ha compiuto 60 il 26 novembre, salvandosi per tre giorni, e adesso nessuno le potrà toccare il vitalizio da 3000 euro lordi.

Anche Vittorio Sgarbi è già pensionato, e ogni mese prende un assegno da 8500 euro lordi. Cifre simili per politici in pensione della Prima Repubblica, come Renato Altissimo, Salvo Andò e Claudio Martelli, che ricevono assegni quasi da 9000 euro. Ma anche i più giovani Rino Piscitello e Antonio Martusciello, andati in pensione prima dei cinquant’anni, non si possono lamentare con i loro quasi 8000 euro di vitalizio.