Al via le primarie Pd a Torino, ecco i cinque sfidanti

Pubblicato il 27 Febbraio 2011 9:45 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2011 10:14

TORINO – Gazebo aperti a partire dalle 8 a Torino per le primarie Pd. Si sfidano in cinque sotto la Mole: le primarie per scegliere il candidato che parteciperà alla corsa per la successione a Sergio Chiamparino vedono in lizza Piero Fassino (Pd), Davide Gariglio (Pd), Gianguido Passoni (ex Pdci), Silvio Viale (Radicali), Michele Curto (civico).

PIERO FASSINO, 61 anni, ultimo segretario dei Ds e due volte ministro (Giustizia, Commercio Estero), deputato dal 1994. E’ sostenuto dall’establishment del Pd e da una parte rilevante degli ex Ds, più gli ulivisti legati a Rosy Bindi e una parte di Sinistra in Rete. Ha inoltre il sostegno dei Moderati, formazione creata dal parlamentare Giacomo Portas.

DAVIDE GARIGLIO (Pd), 43 anni, ex presidente del Consiglio regionale del Piemonte, ha diretto il Gtt (Gruppo torinese trasporti). Può contare su gran parte dei cattolici del Pd, sui laici di identità riformista che fanno riferimento al consigliere regionale Mauro Laus, e un pezzo dei Ds legati al vicepresidente del consiglio regionale Roberto Placido.

GIANGUIDO PASSONI (ex Pdci), 40 anni, commercialista e assessore al Bilancio del Comune di Torino. Ha l’appoggio della sinistra e potrebbe raccogliere di voti di Fds, sebbene questa sia fuori dalla coalizione. – SILVIO VIALE, presidente dei Radicali Italiani, ginecologo conosciuto per la battaglia sulla pillola abortiva Ru486. Raccoglierà i voti di chi si riconosce nelle sue battaglie.

MICHELE CURTO, 30 anni, fondatore dell’associazione Terra del Fuoco, vive in una comunità in coabitazione con italiani, rom e rifugiati politici. Su di lui potrebbero convergere i voti di Sel.

SLOGAN E PAROLE CHIAVE – Fassino: Gran Torino. Nella città della Fiat, Fassino ha scelto come slogan il nome di un modello di auto Ford, così battezzato in omaggio a Giovanni Agnelli. La sua campagna elettorale è stata giocata all’insegna della ”continuità amministrativa” con l’esperienza Castellani-Chiamparino.Gariglio: Avanti i giovani. Il principale sfidante di Fassino ha puntato tutto sulla necessità di un ”ricambio generazionale” della classe dirigente torinese. Ex popolare, ha finito per essere accostato al rottamatore Renzi. – Passoni, sognando Pisapia. Ha incassato sostegni trasversali e sogna di replicare il successo di Pisapia. Il suo slogan sono i beni comuni: acqua non privatizzata e niente speculazioni. – Viale, diritti e laicità. Ha rinunciato ai manifesti e le sue spese elettorali non arrivano a mille euro. Per lui parlano le sue battaglie, dalla Ru486 al testamento biologico. – Curto, arance e kebab. Ha presentato la sua campagna in un kebab egiziano perché ”dall’Egitto arriva il vento della liberta”, e distribuito arance come simbolo di ”una sinistra sana”.