Processo Mediaset, Berlusconi show: “Pm lavorano contro il Paese”. E su Ruby: “Pagata per non farla prostituire”

Pubblicato il 11 Aprile 2011 10:08 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2011 13:24
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Silvio Berlusconi in Tribunale (foto La Presse)

MILANO – ”C’e’ una magistratura che lavora contro il paese”, quelli contro di me ”sono processi mediatici”, le accuse sono “tutte inventate” e ”questa è la dimostrazione che nel nostro paese siamo giunti a una situazione limite per cui bisogna riformare la giustizia”. Silvio Berlusconi è di nuovo in aula per il processo Mediaset e torna all’attacco con un nuovo show- comizio davanti ai giornalisti. Attacca i magistrati, dice che le accuse sono tutte frottole, poi torna sul caso Ruby e dice: l’ho pagata perché non facesse la prostituta. Alla fine esce e dice: ”Ho passato una mattinata surreale ai limiti dell’inverosimile, una perdita di tempo paradossale con un dispendio di risorse generali che grida vendetta. Si tratta di processi incredibili, fatti solo per gettare fango su un avversario”.

“Contro di me accuse risubili, infondate e demenziali”, ha aggiunto spiegando che la riforma che ha in mente ”non è affatto punitiva” ma serve a ”portare la magistratura ad essere quello che deve essere, non quello che è oggi come arma di lotta politica”. E’ una riforma “completa che prevede un cambiamento profondo in tutto l’assetto della Magistratura”.

”Sono soltanto invenzioni dei pubblici ministeri, staccate completamente dalla realtà – ha detto parlando delle accuse per frode nel processo Mediaset – In sintesi estrema vengo sospettato di essere socio occulto di un signore che vendeva diritti a Mediaset , è inesistente come situazione”.

Secondo l’accusa, infatti, Berlusconi sarebbe stato il socio occulto del produttore americano Frank Agrama, uno degli imputati. ”Gli hanno sequestrato tutti i conti e tutti i soldi – ha chiarito il premier riferendosi ad Agrama -, anche gli ultimi che ha fatto in Europa e li hanno trovati tutti, come è logico che sia, nella sua disponibilità e nei suoi conti”. Queste, ha concluso il capo del governo, sono accuse ”assolutamente infondate e demenziali”.

Ruby: l’ho pagata per non farla prostituire. Berlusconi ha risposto ai giornalisti anche sul caso Ruby. Anche in questo caso, “accuse risibili, demenziali e infondate. Perché non esiste alcuna concussione”. E le intercettazioni telefoniche, che lo inchioderebbero, per Berlusconi “in un Paese serio non sono una prova, perché sono assolutamente manipolabili”.

Il premier ha poi detto di aver dato soldi a Ruby ”per sottrarla a qualunque necessita’, per portarla nella direzione contraria e non costringerla alla prostituzione”.

Berlusconi ha affermato di essere ”paradossalmente accusato di prostituzione minorile, quando invece la ragazza ha raccontato davanti a me e a tutti una storia molto dolorosa che ci ha persino commosso”. Il premier ha chiarito dunque di averla aiutata e ”le avevo dato persino una chance di entrare in un centro estetico con un’amica”. Centro estetico che ”lei avrebbe potuto realizzare, se portava un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45 mila euro, invece lei ha dichiarato di 60 mila euro”.

E quindi il presidente del Consiglio ha dato ”l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessita”’. Il premier ha definito il processo sul caso Ruby un processo ”infondato e senza senso”, perche’ l’accusa di concussione e’ ”addirittura risibile” e quella di prostituzione minorile ”e’ irreale”.

Silvio Berlusconi, spiegando che l’accusa di prostituzione minorile a suo carico nel processo Ruby ”non esiste”, ha chiarito che ”la stessa ragazza che avrebbe dovuto essere la vittima ha dichiarato sempre, ha giurato, ha sottoscritto il fatto, che non ha avuto nemmeno una avance da parte mia”.

Parlando poi del perché della telefonata in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi quando Ruby venne rilasciata dagli uffici di via Fatebene Fratelli, Berlusconi ha detto: ”Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un’informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico”.

Intercettazioni. Silvio Berlusconi, parlando coi cronisti, ha spiegato perche’ secondo lui le intercettazioni telefoniche ”sono assolutamente manipolabili” e non possono dunque essere usate come prova nei processi ”in un paese serio”. ”Basta che uno tagli una frase – ha spiegato il presidente del Consiglio – e sembra che il resto sia corretto”. Le intercettazioni per il premier ”non hanno nessuna affidabilita”’ perche’ ”sono imitabili le voci e col computer si possono prendere le singole parole e comporle”.

A un giornalista che gli chiedeva se stesse dicendo che la Procura ha commesso irregolarita’ con le intercettazioni, Berlusconi ha risposto: ”Non sto dicendo questo, non dico assolutamente che questo sia successo, sto affermando che in un paese civile le intercettazioni telefoniche non possono essere portate in processo come prova, perche’ sono assolutamente manipolabili”. A un’altra domanda su alcune conversazioni dell’inchiesta sul caso Ruby che sembrerebbero relative ad una linea concordata per gli interrogatori difensivi, Berlusconi ha replicato: ”Non ci sono, nemmeno per sogno, non esistono”.

”Quando si parla al telefono sul far della notte – ha poi detto Berlusconi – si è più in una zona onirica che nella zona della realtà. ‘Ciò che si dice al telefono – ha spiegato il premier – in un paese libero e democratico è inviolabile”. In un paese serio, ha concluso il premier, ”le intercettazioni non vengono utilizzate, ne’ tantomeno pubblicate sui giornali”.

Il premier si è lasciato andare anche a qualche battuta: “Siccome c’è da fare poco al governo sono qui a trovare un’occupazione – ha detto – Su di me è stato gettato fango incredibile. Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il Paese”.

Spiegando poi ai cronisti il motivo per cui si è presentato all’udienza Mediaset, ha sottolineato che questa è ”la 2.566/esima udienza” a suo carico e che l’opposizione ”non ha il senso del ridicolo” quando gli dice ”ti devi far processare”. Il presidente del consiglio ha chiarito : ”sono venuto a sottolineare che sono stato in 2.565 udienze con dei costi incredibili e con del fango incredibile diffuso da tutti i giornali nazionali ed internazionali”.

Fango, ha spiegato ancora il premier, che ”viene su di me, che in fondo sono un ricco signore che potrebbe fare qualunque cosa piu’ piacevole, ma soprattutto viene sul governo del paese e sul paese”. Berlusconi si e’ definito ”mortale purtroppo” e l’uomo ”al mondo che ha avuto da difendersi direttamente o coi propri avvocati in cosi’ tante udienze”.