Reddito di cittadinanza, identikit del Navigator: serve la laurea, stipendio 1800 euro al mese

di Mardy Bum
Pubblicato il 23 gennaio 2019 13:03 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 13:04
Reddito di cittadinanza, identikit del Navigator: serve la laurea, stipendio 1800 euro al mese

Reddito di cittadinanza, identikit del Navigator: serve la laurea, stipendio 1800 euro al mese

ROMA – Con il reddito di cittadinanza arriveranno anche i navigator. Così si chiameranno i tutor che saranno assunti per aiutare chi percepisce il sussidio a trovare lavoro. Sono la figura chiave attorno alla quale ruota l’impalcatura dei centri per l’impiego, su cui si reggerà il reddito di cittadinanza. Un esercito di 10 mila professionisti che l’Anpal, l’Agenzia nazionale per il lavoro, conta di assumere a breve, con contratti di collaborazione di due anni. Ma Luigi Di Maio si è già impegnato a stabilizzare la loro posizione in futuro.

Ma come si diventa navigator e quanto guadagneranno? Inutile girarci intorno, servirà la laurea. Nello specifico è richiesta una laurea magistrale in Economia, Giurisprudenza, Sociologia, Scienze politiche, Psicologia o Scienze della formazione.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, la loro retribuzione dovrebbe oscillare intorno ai 30mila euro annui, cioè circa 1.700/1.800 euro netti al mese, contributi esclusi. La selezione sarà rapida e snella, per titoli e colloqui. Mimmo Parisi, l’uomo che ha fatto miracoli in Mississippi e che il governo ha messo alla guida di Anpal, conta di assumerne 6 mila già entro maggio. 

A breve, questo è il piano, sarà pubblicata una call, una chiamata pubblica, sul sito dell’Agenzia con un avviso di 15 giorni per le domande. Il governo si aspetta di ricevere tra le 50 mila e le 60 mila candidature. Va da sé che l’esperienza costituirà titolo preferenziale. Sebbene, dopo l’assunzione, sia previsto comunque un periodo di formazione sul campo di 6/8 mesi.

Secondo quanto spiegato all’Adnkronos da Maurizio Del Conte, presidente uscente di Anpal, l’aspirante navigator dovrà dimostrare di “conoscere le regole e cioè benefici, incentivi e sussidi di disoccupazione, con le differenze messe in campo a livello regionale e territoriale, avere conoscenza tecnica e giuridica precisa, avere capacità anche di orientatore e valutatore delle competenze professionali di chi si presenta allo sportello, in modo tale da realizzare un bilancio delle competenze del disoccupato. Ed essere capace di leggere come si muove il mercato territorialmente, essendo così in grado di incrociare domanda e offerta di lavoro, andando a incrociare le imprese con i beneficiari del redito di cittadinanza”.