Regionali Lazio, contro la Polverini il Pd pensa a Zingaretti

Pubblicato il 17 Dicembre 2009 - 20:38 OLTRE 6 MESI FA

Nicola Zingaretti

Ha il sapore delle lacrime di commozione di Renata Polverini l’avvio della campagna elettorale per le regionali del Lazio. Con una mossa a sorpresa, a pochi giorni di distanza dall’aggressione di Berlusconi che sembrava aver catalizzato tutte le attenzioni rimandando ogni decisione a dopo le feste, il Pdl ha deciso di candidare lei.

Mossa che impone un’accelerazione al Pd che dovrà decidere in fretta, forse prima di Natale, chi schierare in vista di una partita che si preannuncia davvero combattuta e dall’esito per nulla scontato. E molti nel Pd tornano a guardare verso Nicola Zingaretti, il presidente della Provincia di Roma che finora si è negato, indicato come possibile candidato vincente. «Se c’è pressing su di me è perché penso ci sia il riconoscimento di una buona esperienza di Governo, di una squadra, la Provincia di Roma è governata bene», ha osservato Zingaretti.

Romana, 47 anni, Renata Polverini dal 4 febbraio 2006 ricopre la carica di segretario generale dell’Unione generale del lavoro (Ugl). «Ho avuto l’onore di essere io il primo a chiamarla per darle l’annuncio della decisione dell’ufficio politico», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha parlato di una «candidatura forte, trasversale».

Lei, al terzo congresso nazionale dell’Ugl-Federazione chimici, non ha nascosto al suo sindacato di «non aver dormito stanotte perché ho passato momenti alterni tra gioia e un sentimento quasi di paura, di trovarmi improvvisamente sola. Ma poi ho capito che ho sbagliato perché mi eravate vicino, come in questi quattro anni. Mai la mia vita potrà separarsi da quella dell’Ugl», ha detto piangendo davanti alla platea.

Un atto di fede alla “casa” che l’ha fatta crescere e le ha dato una notorietà sempre maggiore. Renata Polverini si è subito calata nel suo nuovo ruolo parlando di quello che sarà il suo impegno: «Ci occuperemo dei più deboli, delle famiglie e di chi in questa regione ha bisogno di noi». Già nel pomeriggio di martedì 22 dicembre abbozzerà il suo programma. Sulle alleanze ha le idee chiare: «Mi farebbe piacere che in questa coalizione non ci fosse soltanto il Pdl ma anche altre forze politiche e in particolare l’Udc di Pierferdinando Casini». E ringrazia «tutti coloro che hanno espresso apprezzamento sulla mia candidatura e tutti quelli che l’hanno sostenuta”, come «il sottosegretario Francesco Giro che a maggio fece il mio nome. Ringrazio Berlusconi a cui va il nostro augurio di pronta guarigione e il presidente della Camera Gianfranco Fini».

Diventa cruciale adesso, per Pd e Pdl, la questione Udc e chi riuscirà a convincere i centristi ad apparentarsi. L’esponente del Pd più apprezzato dal partito di Casini sembra essere Zingaretti che oggi ha incassato il placet del vicepresidente della Regione Esterino Montino e del coordinatore dell’Area Democratica del Pd Lazio Roberto Morassut. Per entrambi «con lui si può vincere».

Lo scenario che si ipotizza, nel caso di un addio di Zingaretti alla provincia, è quello di lasciare spazio a un candidato dell’Udc, magari in ticket con un esponente della sinistra. L’ultima parola spetterà ai vertici nazionali del Pd.