Fornero: “Articolo 18, la riforma non è un dogma”

Pubblicato il 11 Giugno 2012 14:02 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2012 16:47

Elsa Fornero (LaPresse)

NOVARA –  Per il ministro del Lavoro Elsa Fornero sull’articolo 18 ”non c’è dogmatismo né ideologia. Abbiamo avuto lo Statuto dei Lavoratori e l’articolo 18 per quarant’anni, adesso abbiamo la modifica del 18, ma le cose cambiano e se non funzionano come noi auspichiamo tra qualche anno potrebbero esserci altre modifiche”.

Parlando all’assemblea degli industriali a Novara ha aggiunto: ”Penso che con buona determinazione riusciremo a condurre in porto questa riforma, sicuramente prima dell’estate”.

”Spero che questo disegno di legge diventi legge nel più breve tempo possibile – ha aggiunto Fornero – e con i minori cambiamenti possibili. Con il Senato abbiamo lavorato molto bene, senza pregiudizi. Mi auguro che questo percorso virtuoso si ripeta alla Camera, ma non ho motivo per pensare che la Camera sia meno virtuosa del Senato”.  ”Tutti – ha detto ancora il ministro – ricordano che venivamo da un periodo di contrapposizione politica forte, aver avuto quella situazione in Senato credo sia una delle cose positive su cui far leva in termini politici”.

”Il dialogo con le parti sociali e’ durato tre mesi, è stato utile e molto istruttivo ma mi sarei aspettata di vedere piu’ coesione. Invece ho trovato molta diffidenza tra le parti, contrapposizione di interessi”, ha detto ancora. ”La riforma del lavoro e’ stata fatta con il dialogo e non con la concertazione, non ce la potevamo permettere. Se un medico deve amputare una gamba non piu’ fare tanti conciliaboli, deve agire”.

”Bisogna sradicare l’idea che la pensione dipenda dall’intervento dei politici, dalla loro generosita’. Dipende dal lavoro anche quando e’ pubblica. La politica – ha osservato – puo’ cambiare le regole, puo’ decidere che qualcuno debba aver piu’ dell’altro, puo’ rendere poco trasparente il sistema, ma qualunque sia la modalita’ in cui il sistema pensionistico e’ finanziato le pensioni dipendono dal lavoro”.    Fornero ha aggiunto che ”la riforma ristabilisce il nesso tra contributi e prestazioni in modo limpido con la formula contributiva. Cosi’ nessuno ha interesse a lavorare in nero e le persone capiscono che maggiore e’ la vita lavorativa maggiore e’ la pensione”.