Giustizia, il Pd attacca su due fronti. Bersani: “Lotta in piazza e in Parlamento”

Pubblicato il 4 Aprile 2011 10:44 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2011 10:54

ROMA – Contro una riforma costituzionale che ”dà alla politica un potere improprio nell’ esercizio della giustizia” e contro le ”leggi ad personam” il Pd combattera’ ”in Parlamento e nelle piazze”. Lo afferma, in un’ intervista a Repubblica a firma di Goffredo De Marchis, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, convinto che ormai l’ipotesi di un governo di transizione sia ”tramontata” e che serva invece ”andare subito al voto”.

Secondo il leader dei democratici, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si e’ dimostrato ”arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi”, un ministro, lo definisce Bersani, ”che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perche’ adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo”. Negli ultimi mesi, dice Bersani, ”il governo ha prodotto la scossa all’economia finita in un comunicato stampa, la riforma epocale della giustizia e invece siamo sempre intorno al caso Ruby, la posizione ambigua sulla Libia, Parmalat, Edison e tutta la moda che volano verso l’estero”.

Per non parlare del ”disastro” sul fronte dell’immigrazione: ”Berlusconi – e’ la proposta del Pd – a Tunisi chieda di bloccare i flussi” e ”a chi e’ qui si dia un permesso temporaneo per circolare in Europa come ai tempi del Kosovo. No alle tendopoli, si’ all’accoglienza diffusa. Ma se lo spettacolo e’ che ogni mattina un ministro dice solidarieta’ e l’altro ‘fora di ball’, allora fanno da soli”.

Quanto all’ipotesi di una ‘discesa in campo’ di Luca Cordero di Montezemolo, Bersani sottolinea che ”tutto quello che mette nuova energia nella cosa pubblica e’ benvenuto. Ma la fine del berlusconismo deve coincidere con la fine di un’illusione: una sola persona non ha la bacchetta magica”.