Roma, assessore Municipio 3 Raimo firmò appello per Battisti. M5s: “A casa subito”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2019 17:41 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2019 17:46
L'arresto di Cesare Battisti a Roma diventa un caso politico

L’arresto di Cesare Battisti a Roma diventa un caso politico

ROMA – L’arresto di Cesare Battisti a Roma diventa un caso politico. Lo scontro si consuma tra il Movimento 5 Stelle e la giunta del Municipio III, guidata da Giovanni Caudo con una maggioranza civica di centrosinistra. I 5 Stelle romani, con consiglieri capitolini e assessori, oggi chiedono a Caudo il ritiro della delega al suo assessore alla Cultura Christian Raimo, intellettuale attivo sui temi dell’antifascismo, per aver firmato nel 2004 assieme ad altri scrittori un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

Il primo a scagliarsi contro l’assessore intellettuale è il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito: “Spero davvero che Giovanni Caudo non esiti un minuto in più per revocare le deleghe al suo assessore alla cultura Cristian Raimo, il quale non ha perso occasione per fare questo post in cui dice: Ho conosciuto – ho lavorato insieme – a parenti di quelle che sarebbero le vittime di Cesare Battisti”. A infastidire i 5 Stelle è l’uso del condizionale riferito alle vittime dell’ex terrorista.

De Vito aggiunge: “Domani il gruppo M5s in Municipio presenterà immediatamente mozione di sfiducia, così in subordine sarà il consiglio a decidere e capiremo anche se i consiglieri Pd concordano ed accettano queste parole, Presidente incluso”.

Più esplicito il capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti che scrive: “Giovanni Caudo revochi le deleghe a Christian Raimo che quattordici anni fa ha firmato un appello per la liberazione di Battisti e ieri ha pubblicato su Facebook un post vergognoso in cui si parla di vittime al condizionale. A casa subito!”.

Ma oggi è stato lo stesso Raimo a puntualizzare e a fare un passo indietro rispetto all’appello firmato 14 anni fa: “Non ho difeso Cesare Battisti, perché ha i suoi avvocati, è una persona che è quanto più lontana da me per ideologia politica, per militanza, perché ha fatto in anni il peggior servizio possibile alla causa della riflessione sugli anni settanta, perché mi sta antipatico come poche altre figure pubbliche, perché non ho neanche una simpatia intellettuale: i suoi romanzi sono per me respingenti”.

Poi sottolinea: “Non ho idea se sia innocente o colpevole, e penso non sia il fuoco principale della questione. Ho letto ogni volta tutte le ricostruzioni e davvero non sono riuscito a farmi un’idea conclusiva. Ho parlato con i parenti delle vittime delle azioni di sangue che vengono attribuite a Battisti, e mi è sembrato che la loro sete non esaudita di giustizia fosse la ragione principale del dolore delle loro vite. Ma anche qui sono molto cauto con i giudizi sugli stati d’animo di persone colpite su quanto c’è di più caro”.